Pilkington si ferma una settimana «Troppo alti i costi dell’energia»

11 Marzo 2022

La decisione comunicata ai sindacati: si blocca anche Primo, lo stabilimento satellite dei parabrezza Schioppa (Uil): situazione molto delicata, intervenga la politica. Di Cola (Cgil): non vedo prospettive

SAN SALVO. Il malessere serpeggiava già da qualche giorno. Pilkington, al pari di molte aziende energivore, ha visto ridursi il margine operativo lordo, eroso dal caro bollette. Il colosso vetrario ha deciso di fermare la produzione per una settimana, per evitare il tracollo. La notizia è stata data alle rsu provocando grande preoccupazione. Con Pilkington si ferma anche lo stabilimento satellite della Primo srl. Da Piana Sant'Angelo si è levato il grido d’allarme.
Le bollette sono impazzite. Se a dicembre il prezzo dell’energia elettrica era cresciuto del 280% rispetto al valore di gennaio 2021, la guerra in Ucraina ha peggiorato ancora le cose. Pilkington, che era appena riuscita a trovare una soluzione alla crisi con i cosiddetti “contratti di espansione”, si ferma auspicando che sopraggiungano al più presto iniziative che riportino le spese all'interno di margini compatibili con la redditività.
«Purtroppo», dice Arnaldo Schioppa, segretario della Uil, «la situazione è molto delicata. Ci sono i costi arrivati alle stelle e i problemi di mercato. La guerra in Ucraina ha già prodotto effetti devastanti e peggiorato una situazione che era già critica. AssoVetro ma non solo, ha lanciato diversi appelli al governo. Eppure la politica è ferma. Bisogna intervenire al più presto», afferma Schioppa, «per evitare conseguenze drammatiche». Altrettanto preoccupato è il collega Emilio Di Cola, segretario della Filtcem Cgil. «Il mio timore», dice Di Cola, «è molto forte. Ad oggi non si vedono prospettive positive neppure a lungo termine. Alla già conclamata crisi economica del settore automotive, prima si è aggiunta la pandemia, poi la mancanza di materie prime e dei semiconduttori. Adesso è arrivato questo conflitto che destabilizza tutti i mercati europei».
L'attività produttiva nel colosso vetrario resterà sospesa dalla prossima settimana. Stessa sorte è stata decisa per Primo srl, lo stabilimento satellite in cui si producono parabrezza. Come detto, a spingere il colosso vetrario verso questa difficile decisione c'è la necessità di bilanciare i conti. Fino ad oggi, nonostante la corsa al rialzo dei costi energetici, il gruppo aveva evitato situazioni così drastiche. Ma Pilkington non è l'unica azienda vetraria che si ferma. In Veneto è stata presa la stessa decisione da molte aziende. «L'attacco della Russia all'Ucraina», ricordano i sindacati, «ha avuto l'effetto di uno tsunami sul prezzo dell'energia, andato così in alto da richiedere misure drastiche come appunto quella del fermo produttivo». Per i sindacati quello che accade è destabilizzante. E la crisi rischia di estendersi a macchia d'olio anche ad altre realtà, provocando poi un effetto domino sull'indotto.
In passato Pilkington ha avuto altri momenti di crisi ma sono stati superati grazie alla concertazione con il governo. Ora tutto il settore industriale si aspetta un colpo di reni dalla politica. «Nessuno sa quanto durerà questa guerra, ma noi abbiamo diritto di vivere», hanno protestato ieri alcuni lavoratori fortemente preoccupati per il loro futuro e quello delle loro famiglie.
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