Pilkington, trecento esuberi: in campo c’è anche Marsilio

14 Giugno 2021

SAN SALVO. Il 15 giugno del 2006 il gruppo nipponico Nsg rilevava la Pilkington e lo stabilimento di Piana Sant’Angelo. Quindici anni dopo, i progetti del colosso del vetro deviano e si allontanano...

SAN SALVO. Il 15 giugno del 2006 il gruppo nipponico Nsg rilevava la Pilkington e lo stabilimento di Piana Sant’Angelo. Quindici anni dopo, i progetti del colosso del vetro deviano e si allontanano da San Salvo. I timori di un possibile smembramento dello stabilimento abruzzese vengono giustificati dalla trasformazione del centro ricerche in un deposito. Mercoledì prossimo, l’azienda dovrebbe fare chiarezza e svelare il futuro della fabbrica del Vastese . Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha incontrato nei giorni scorsi, insieme al consigliere regionale Manuele Marcovecchio, il presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio: l’obiettivo è salvare l’occupazione e garantire un futuro sereno al sito produttivo del Vastese. «È stato fatto», annota Marcovecchio, «il punto della situazione e ricordate le misure messe in campo dalla Regione per sostenere azienda e lavoratori. Tutti sanno che il settore auto è in forte calo e il futuro sarà molto duro. La Regione continuerà a fare la propria parte. Siamo partiti in tempo ad inizio pandemia», afferma Marcovecchio, «adottando gli strumenti giusti. Adesso affrontiamo il nuovo nemico rappresentato dalla grande crisi economica, ma la Regione non intende mollare». La cassa integrazione si è rivelata una scialuppa di salvataggio, ma molti lavoratori che ora possono beneficiare degli ammortizzatori sociali temono di rientrare nei 300 esuberi da gestire. Dopo l’appello lanciato nei giorni scorsi dai sindaci di Vasto e San Salvo, Francesco Menna e Tiziana Magnacca, anche la Regione sta lavorando per evitare che possano essere prese traumatiche decisioni . Da decenni il Vastese non viveva un momento così drammatico: ai 300 esuberi annunciati dalla Pilkington si aggiungono gli altri 200 alla Denso e c’è il rischio che la produzione dei nuovi motori ibridi ed elettrici finisca in Portogallo. I sindacati hanno chiesto un incontro al ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti.
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