Pipì negata, da Sevel solo una “ramanzina”

14 Febbraio 2017

L’azienda si limita a una comunicazione a team leader e capi unità. L’Usb: vanno puniti i dirigenti

ATESSA. Una comunicazione a tutti i team leader e capi Ute (unità tecnologiche elementari) che il rispetto della persona deve avere la priorità su tutto. È questo il provvedimento intrapreso dalla direzione aziendale Sevel, e atteso da venerdì scorso, nella vicenda che ha riguardato un operaio del montaggio il quale, all’ennesimo diniego del suo responsabile di squadra di poter andare in bagno, si è visto costretto ad urinarsi addosso. Una circostanza di estrema mortificazione che ha scatenato una ridda di polemiche e reazioni, anche a livello nazionale. L’annuncio dell’azienda è stato dato ieri mattina nella palazzina uffici dello stabilimento del Ducato Fiat, direttamente al consiglio straordinario delle rsa di tutte le sigle sindacali firmatarie del contratto Fiat: Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione quadri e capi Fiat, convocato d’urgenza mercoledì scorso.

L’azienda aveva voluto intervenire direttamente e personalmente sulla questione, considerata da subito molto grave, e ha partecipato, cosa molto rara, al consiglio delle rsa con diversi dirigenti e responsabili, tra cui il direttore dello stabilimento, Angelo Coppola. E immediatamente erano arrivate le scuse personali all’operaio che, in questi giorni, vive ore di imbarazzo e prostrazione per quanto avvenuto. L’Usb, tramite l’avvocato Diego Bracciale, ha invece da subito dichiarato di voler affrontare legalmente la vicenda tramite «azioni penali e civili» e la ricerca «delle responsabilità ad ogni livello». La giornata di ieri è trascorsa nell’attesa di una risposta ferma da parte della direzione aziendale. Reazione che, tuttavia, è trapelata solo nel tardo pomeriggio (l’incontro era stato programmato per le 13) e che non ha del tutto soddisfatto l’Usb, sindacato che per primo ha denunciato l’episodio. «Crediamo che la responsabilità sia tutta aziendale e dell’organizzazione del lavoro», interviene Fabio Cocco, responsabile provinciale Usb, «pertanto chiediamo che i provvedimenti vengano presi nei confronti dei dirigenti e chiediamo un intervento di Sergio Marchionne per la rimozione sia del direttore di stabilimento che del capo officina, a nostro avviso unici responsabili insieme all’incapacità di gestione del capo Ute. Abbiamo dato mandato all’avvocato Bracciale di attivarsi in questo senso». L’Usb critica, inoltre, l’esasperazione dei ritmi di lavoro a partire dall’introduzione dell’Ergo Uas, il sistema taglia tempi che mira a migliorare le prestazioni degli operai, fino alla riduzione delle pause e al ricorso costante ai turni straordinari».

Daria De Laurentiis

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