Piscina, Puddu ora chiede un milione al Comune

24 Febbraio 2016

Venerdì la decisione dei giudici del Tar. L’ex gestore dell’impianto si sfoga: «Sono stato cacciato, ma ora rivoglio tutti i soldi investiti dalla mia società»

CHIETI. «Siamo in ginocchio. La Teate servizi sta gestendo la piscina con strutture nostre ma non abbiamo avuto nessun ristoro economico in cambio come, al contrario, ci era stato promesso. Il ricorso è arrivato per questi motivi e non perché vogliamo tornare ad occuparci dello stadio del nuoto di Chieti. Il Comune deve darci molti più soldi di quanto ne chiede a noi».

Gianfranco Puddu, presidente della società sportiva Teate Splashing, vecchio gestore dell’impianto natatorio cittadino, rompe il silenzio a 48 ore dal pronunciamento del Tar di Pescara. Che, venerdì mattina, sarà chiamato ad esprimersi sulla richiesta di sospensiva, protocollata dalla Teate Splashing per tramite dell’avvocato Sabatino Ciprietti, della risoluzione contrattuale notificata dal Comune, per gravi inadempienze contrattuali, alla società del presidente Puddu in data 26 novembre 2015. Dal 3 dicembre la piscina è gestita, con ottimi risultati considerando l’aumento del 10% degli iscritti registrato in appena due mesi, dalla Teate servizi del presidente Valerio Visini. Ma stamane Puddu verrà ricevuto dal sindaco Di Primio. IL RICORSO AL TAR. Venerdì la Teate Splashing potrebbe di nuovo essere il gestore della piscina comunale. Il Tar, infatti, deciderà se concedere, o meno, la sospensiva della risoluzione contrattuale voluta dal Comune come auspicato dall’avvocato Ciprietti, legale della Teate Splashing. Il Comune si difenderà con il suo ufficio legale mentre la causa della Teate servizi verrà perorata dall’avvocato Cristiano Sicari. «Abbiamo presentato il ricorso al Tar nell’ultimo giorno utile in quanto- spiega Puddu- speravamo in una risposta esaustiva ad i nostri quesiti da parte del Comune e, soprattutto, della Teate servizi».

Il presidente della Teate Splashing entra nei dettagli: «Una volta ricevuta la risoluzione contrattuale avevamo chiesto di quantificare i lavori effettuati nella piscina e il costo delle attrezzature acquistate dalla Teate Splashing e non dal Comune. Ci sono stati due sopralluoghi nell’impianto - ricorda Puddu- ma non abbiamo ricevuto risposte in merito tanto che il 24 dicembre abbiamo portato in Comune la nostra documentazione sugli interventi eseguiti a nostre spese in piscina». La Teate Splashing, sostiene Puddu, ha investito 1 milione e 100 mila euro tra lavori previsti dal capitolato e piccoli extra. «Una somma a cui bisogna aggiungere- precisa - 200 mila euro tra attrezzature sportive, computer e mobili attualmente utilizzati dalla Teate servizi».

IL COMUNE. L’ente chiede alla Teate Splashing il pagamento di un debito per canoni di gestione e idrici non pagati di 500 mila euro. «Ma noi- ribatte Puddu- dobbiamo avere dall’ente 700 mila euro». Nel frattempo la Teate Splashing continua a pagare il mutuo acceso per ottenere parte del milione di euro di lavori effettuati. «Siamo in grande difficoltà dal momento che ho impegnato addirittura beni personali per avere il mutuo. Non è possibile- tuona Puddu- che noi paghiamo e gli altri usufruiscono di strutture nostre».

IL SINDACO. Di Primio riceverà il presidente Puddu stamane nel suo ufficio per fare il punto della situazione all’antivigilia del pronunciamento del Tar. «Il ricorso protocollato non è spinto da alcuna rivalsa nei confronti della Teate servizi. Basti pensare che abbiamo formato noi il personale della società comunale- sottolinea Puddu- con l’obiettivo di rendere indolore per l’utenza il passaggio di consegne. Vogliamo solo ciò che ci spetta e ci era stato, a parole, promesso. Lo ribadirò a Di Primio».