Piscina, scade la gestione torna l’incubo chiusura

Tra 9 giorni termina l’affidamento alla Teateservizi, ma la proroga non c’è ancora Dal 1° settembre l’impianto si ferma per la manutenzione, riapertura incerta
CHIETI. Mancano 9 giorni alla fine dell’estate della piscina comunale: il 31 agosto sarà l’ultimo giorno di apertura e, dalle 19, partirà una festa jazz. Ma nello stesso giorno scadrà anche la gestione targata Teateservizi e, dal Comune, la proroga non è stata ancora firmata: nessuna delibera della giunta Di Primio e nessuna determina. Secondo gli accordi, presi a parole tra la partecipata comunale e i vertici dell’amministrazione, la Teateservizi dovrebbe continuare a gestire lo Stadio del nuoto fino al 30 giugno del 2019 ma, finora, non c’è ancora un atto ufficiale che lo metta nero su bianco. E, in mancanza di una decisione del Comune, torna lo spettro della chiusura. Dal 1° settembre prossimo, la piscina dovrebbe chiudere temporaneamente per proseguire i lavori di manutenzione ordinaria già in corso all’interno – la vasca è stata svuotata –, lavori che dovrebbero concludersi entro il 15 settembre. Da questa data le attività, dal nuoto libero all’agonistica, dovrebbero ripartire. Ma il condizionale resta d’obbligo: senza proroga, a 9 giorni dalla scadenza, la riapertura è a rischio e, comunque, la stagione 2018-2019, non ancora iniziata, partirebbe già in ritardo. Un danno per i nuotatori agonisti: il contratto di partner tecnico con la Sportlife di Pescara, società che per 8 mesi ha collaborato con la Teateservizi sul versante sportivo tesserando gli atleti, è scaduto e non è detto che una proroga sia automatica. Per contare un’altra volta sulla collaborazione della società di Vincenzo Serraiocco, o di altre associazioni natatorie, l’amministratore unico della Teateservizi, Carlo Festa, dovrebbe passare per un avviso pubblico e si perderebbe almeno un altro mese di tempo. Alla piscina va in scena il solito copione: si sa cosa fare, ma non si fa.
Per il Comune, prorogare la gestione alla Teateservizi è l’unico modo per non tenere chiuso l’impianto di via Maestri del Lavoro: l’obiettivo annunciato nelle carte ufficiali è «esternalizzare» la struttura, cioè trovare un gestore privato che paghi un canone al Comune. Si tratta di una manovra volta a fare cassa: il Comune con i conti in rosso, un buco da 10 milioni di euro che ha provocato i richiami della Corte dei conti, ha bisogno di incassare. E la piscina ai privati potrebbe portare soldi freschi.
La gestione Teateservizi va avanti dal 2015, da quando la partecipata rilevò l’impianto dal precedente gestore, la Teate Splashing, all’apice di un contenzioso chiuso con una risoluzione per «assoluto inadempimento contrattuale» a causa del «mancato pagamento» dei canoni di affitto da 65 mila euro all’anno. Nel 2015, allora, revocò la gestione alla Teate Splashing e affidò la piscina «in via sperimentale» e «per una durata massima di 24 mesi» alla Teateservizi «fino alla conclusione della procedura di gara per l’individuazione del nuovo gestore». Ma da allora a oggi, il Comune non ha varato una gara d’appalto per trovare un gestore e, adesso, è necessaria un'altra proroga alla Teateservizi per sventare il rischio chiusura.
Secondo il piano finanziario della Teateservizi varato tre anni fa, la società avrebbe dovuto ottenere «un utile di 30 mila euro» soltanto per il periodo dicembre 2015-maggio 2016. «Pertanto», recitava una relazione del dirigente comunale Paolo Intorbida, «fino a dicembre 2017 l’importo a titolo di utili che verrebbe conseguito è pari a 120 mila euro». Ma, dopo tre anni, la gestione si sarebbe rivelata estremamente costosa a causa degli impianti tecnici troppo vecchi e della spesa per il personale.

