Pista ciclabile da smantellare, il sindaco interpella la Regione

28 Giugno 2024

Ascom incalza l’amministrazione: «Dopo la sentenza del tribunale la giunta deve prendere posizione» Paolini fa i conti e scrive all’Emiciclo: «La elimineremo solo se il Comune non dovrà restituire i fondi»

LANCIANO . «Smantellare immediatamente la ciclabile di via del Mare, via Olmo di Riccio, via Panoramica e via Alba per evitare incidenti gravi e per la sicurezza di tutta la cittadinanza»: è la richiesta che fa Ascom, tramite il presidente Angelo Allegrino, al sindaco Filippo Paolini e alla giunta. «Il giudice Massimo Canosa ha archiviato l’inchiesta sulla pista perché non ha rilevato reati penali», dice Allegrino, «ma ha sottolineato l’estrema pericolosità dell’opera che per noi va smantellata». «Ho sulla scrivania», spiega il sindaco, «sia la sentenza del giudice Canosa sia la richiesta di Ascom. Che la pista sia pericolosa, non sicura, inidonea lo sappiamo, ma sullo smantellamento ci sono dei costi da affrontare che dobbiamo valutare se affrontare».
LA RICHIESTA ASCOM
«La ciclabile è pericolosa per la sicurezza dei cittadini: va smantellata. Ed è ora che la giunta Paolini, che ha delle responsabilità in caso di incidenti, come stabilito anche dal giudice Canosa, prenda posizione». Torna alla carica Allegrino con Ascom per la chiusura della ciclabile che considera pericolosa soprattutto sulla base dei rilievi fatti dal giudice Canosa che, nell’archiviare l’inchiesta sulla ciclabile non ravvisando i reati di falsità ideologica e lesioni, ha evidenziato «gravissimi profili di pericolosità della pista». Una pista senza manutenzione da tempo e che sul versante di via Panoramica è di fatto, sparita. «Ho inviato al sindaco una Pec allegando anche la sentenza del tribunale», spiega Allegrino, «per chiudere la pista per evitare problemi ai cittadini. È una ciclabile che sul tratto di via del Mare, Olmo, via Panoramica è pericolosa come detto sia dal consulente della procura, ingegnere Giovanni Ranieri, che addirittura ha sostenuto che la pista “non poteva essere collaudata”, sia soprattutto dal giudice Canosa che ne ha rilevato l’estrema pericolosità». E i problemi rilevati dal giudice riguardano «la scarsa e insufficiente visuale degli utenti che devono immettersi su via del Mare costretti ad invadere la pista ciclabile»; il fatto che «la pista è a doppio senso di marcia con corsie ubicate entrambe sullo stesso lato della piattaforma stradale»; che quasi «il 50% della ciclabile non è separata dalla strada da cordolo invalicabile»; e dal fatto che «la segnaletica contrasta con il Codice della strada». «Sono violazioni amministrative non penali», continua Allegrino, «ma evidenziano che la pista, costata oltre 1 milione di euro (600mila della Regione) così non va. Inoltre c’è la questione della corresponsabilità delle amministrazioni passate e attuali in caso di incidenti da affrontare. La giunta Paolini è pronta a rispondere quando sarà chiamata in causa in caso di incidenti?».
IL PROBLEMA DEI COSTI
«Ho davanti agli occhi sia la richiesta di Ascom che la sentenza del giudice Canosa», risponde il sindaco Paolini, «sappiamo che questa pista è pericolosa e da parte nostra l’intento è sempre stato quello di smantellarla. Ci sono però delle valutazioni che stavamo facendo, e che dobbiamo riprendere, sui costi dello smantellamento. La strada va demolita e rifatta assieme alla segnaletica. Poi c’è il problema dei 600mila euro dati dalla Regione: vanno restituiti? Ora che sono terminate le elezioni possiamo incontrare la Regione almeno per risolvere questo problema dei fondi. Sullo smantellamento valuteremo il da farsi anche alla luce di alcuni lavori che la società del gas deve fare sulla rete proprio su via del Mare; vediamo se assieme possiamo affrontare la spesa. Ad ogni modo se i costi saranno eccessivi, la situazione resterà tale perché in città ci sono altre priorità da affrontare».
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