Pista ciclabile e cimitero «Io, disabile resto fermo»

La denuncia di Antonio, da 25 anni in carrozzina: bloccato da marciapiedi e scale Ecco il paese vietato: asfalto distrutto, il teatro con i gradini e senza scivoli
ORSOGNA. «Voglio andare a trovare i miei cari sepolti al cimitero. Ma ogni volta è un percorso a ostacoli quasi inaccessibile». Camposanto off limits per chi gira in carrozzina ad Orsogna. Anche per chi ne ha una sprint, accessoriata e attrezzata per i percorsi più impervi, come quella di Antonio Capuzzi, 48 anni, di cui 25 passati su una sedia a rotelle.
CIMITERO OFF LIMITS. «L’ingresso principale, quello senza gradini, è chiuso con una sbarra, quindi bisogna entrare dall’ingresso della nuova ala, quella che dà sul parcheggio», spiega il residente, «ma appena aperto il cancello c’è subito un gradino». E quindi, nulla da fare. Dall’ingresso nuovo, Antonio deve tornare a quello vecchio lungo un percorso laterale e qui a fatica, e a suo rischio e pericolo, entrare lungo i viali per nulla in sicurezza per chi si sposta in sedia a rotelle. In tutto il camposanto c’è una sola cappella accessibile ai disabili: «È la mia», dice Antonio, «la sto facendo costruire cercando di superare non poche difficoltà». Per il resto è pieno di scale e gradini che rendono impossibile l’accesso alle sepolture a chi si muove in carrozzina. Ma il percorso diventa quasi imbarazzante quando l’unica via per passare da una parte all’altra del cimitero è quella che si fa strada sopra un’antica tomba a terra. Altra via non c’è. E questa risulta comunque impervia.
PISTA CICLABILE IN ROVINA. Ma non è finita qui, perché non solo il cimitero non è a misura di disabile, ma anche la strada per arrivarci presenta grossi problemi per chi si sposta in carrozzella. Antonio, a bordo della sua potente carrozzina elettrica, vi si reca dal centro del paese lungo la pista ciclabile che costeggia la provinciale. Peccato che la pista risulta da tempo in rovina. Già di per sé molto stretta, in alcuni tratti è ormai inesistente. Ma il problema principale resta il fatto che il tracciato a un certo punto si interrompe. Per aggirare l’interruzione Antonio è costretto a percorrere una strada sterrata, che spesso, soprattutto d’inverno, viene invasa dal fango.
BARRIERE IN TEATRO. E poi c’è il teatro comunale, appena ristrutturato con un finanziamento di 1 milione e 332mila euro, che però ha mantenuto le barriere architettoniche. Chi è in carrozzina può accedervi sono in modo tortuoso e non regolare, perché la ristrutturazione non ha tenuto conto dei bisogni di tutti gli utenti, dimenticando appunto i disabili. «In realtà è tutta Orsogna che non risulta a misura di disabile», attacca Antonio. «Per capirlo, basta farsi un giro in centro e vedere i marciapiedi senza scivolo». Ma non è solo un problema di barriere architettoniche, perché dove il passaggio c’è, spesso e volentieri, Antonio lo trova ostruito. È il caso di corso Umberto, con i marciapiedi che diventano parcheggi e impediscono il passaggio. «È capitato più volte che abbia chiamato le forze dell’ordine», riferisce Antonio, «ma le mie chiamate non hanno avuto l’esito sperato». Così come le richieste per il teatro, la pista ciclabile e il cimitero inviate al Comune e al sindaco Fabrizio Montepara.
ANTONIO NON SI ARRENDE. «Quando avevo 23 anni una mattina stavo andando in auto al lavoro. Non indossavo la cintura di sicurezza. Ebbi un incidente e da allora non ho più camminato», racconta Antonio, «convivere con quello che mi è successo è come una sentenza d’ergastolo. Ma io non mi arrendo. E non lo farò neanche se un giorno dovessi tornare a camminare. Perché, grazie alle nostre leggi, credo nei diritti per tutti».

