Pista ciclabile in abbandono Esposto a sindaco e vigili

Vasto. Centorami (Vasto Viva) chiede un’ispezione sul tracciato pieno di pericoli «Manca la sicurezza che il codice della strada ritiene indispensabile per i veicoli»
VASTO. Bordi franati, profonde buche ricoperte dalla vegetazione, staccionata in legno mancante lungo il 90% del tracciato, depositi incontrollati di calcinacci e di altro materiale edile. Per non parlare dei tantissimi rifiuti disseminati che hanno trasformato il percorso in una enorme discarica abusiva. Torna a far parlare di sé la pista ciclabile di Vallone Lebba, da anni abbandonata al degrado e all’incuria nonostante i periodici e reiterati appelli dei cittadini e delle associazioni. A riaccendere i riflettori sul percorso naturalistico costato oltre 600mila euro è Vasto Libera. Il sodalizio presieduto da Carlo Centorami ha inviato l’ennesimo esposto al sindaco Francesco Menna e al comandante della polizia municipale, Giuseppe Del Moro, con cui chiede un’ispezione dei luoghi finalizzata alla verifica della sussistenza dei requisiti di legge e alla emanazione di una ordinanza di chiusura della pista per la pericolosità e l’assenza di sicurezza. Centorami chiede anche se tra le intenzioni dell’amministrazione comunale c’è quella di ripristinare il percorso originario.
In seguito all’esposto del presidente di Vasto Libera la polizia municipale ha eseguito una serie di accertamenti a conclusione dei quali sarà cura del comandante Del Moro mettere al corrente il responsabile dell’associazione circa i provvedimenti amministrativi che si intendono prendere.
«La sicurezza, che il codice della strada cita come caratteristica fondamentale per il transito e per gli utenti della strada, non viene assicurata lungo la pista ciclabile di Vallone Lebba», spiega Centorami che elenca una serie di criticità: la delimitazione sul bordo della pista in alcuni tratti mancante ed in altri franata, la staccionata di legno di castagno che separa il percorso per bici dalla strada interpoderale a servizio dei fondi agricoli quasi completamente divelta, la presenza di profonde buche laterali coperte di vegetazione e che rappresentano una reale e pericolosissima insidia per gli utenti, tronchi e depositi incontrollati di calcinacci e altro materiale edile. In realtà della originaria pista ciclabile oggi è rimasto ben poco. A parte il generale stato di incuria e di degrado quello che più allarma i residenti e i proprietari dei fondi agricoli è la massiccia presenza di rifiuti che hanno trasformato la pista in una enorme discarica abusiva.
L’ultima segnalazione risale a ieri e riguarda il tratto che costeggia via Maddalena, dove lungo i bordi sono stati rinvenuti bustoni stracolmi di pattume indifferenziato e tantissimi piatti di plastica.
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