Pista ciclabile, no alla demolizione «Molte strade sono più pericolose»

Aruffo e Luciani (Europa Verde Frentania): incidenti stradali in aumento ma non sulla ciclopedonale Il sindaco Paolini: Procura e giudice parlano di strada non a norma e non vedo soluzioni alternative
LANCIANO. «Ridisegnare gli attraversamenti pedonali, creare corsie ciclabili e pedonali, realizzare marciapiedi, impedire la sosta selvaggia, eliminare le barriere architettoniche, istituire le strade scolastiche davanti a tutte le scuole e controllare che le 4 attivate non siano disattese, poi si può pensare alla pista ciclabile di via Del Mare, da migliorare, non da smantellare»: sono Rita Aruffo e Stefano Luciani di Europa Verde Frentania ad intervenire dopo che il sindaco Filippo Paolini, nei giorni scorsi ha annunciato di avviare una perizia per valutare i costi dello smantellamento della pista ciclabile di via Del Mare definita dalla perizia tecnica della Procura e poi dal giudice Massimo Canosa «estremamente pericolosa».
Aruffo e Luciani invece pongono l’accento sul fatto che ci sono molte strade in città più pericolose di via Del Mare. «Da inizio anno si susseguono incidenti stradali su tutto il territorio, solo una piccolissima percentuale si è verificata in via Del Mare», dicono, «quindi le decisioni del sindaco sono dettate più da prese di posizione “di pancia” che da dati effettivi». Sindaco che dovrebbe intervenire «iniziando col ridisegnare gli attraversamenti pedonali, oggi in molti casi del tutto invisibili anche in zone delicate come ospedale e scuole», evidenziano. Strisce sparite o addirittura con crepe causate dall’asfalto sgretolato sono ad esempio vicino l'ospedale Renzetti, le Poste di via Veneto, via Panoramica dove non c’è più di fatto la ciclabile visto che la segnaletica è inesistente ormai e non è stata rifatta; linee ormai quasi invisibili anche nei grandi parcheggi di piazza Cuonzo e piazza Frassati, accanto alla chiesa di San Pietro dove ci sono uffici, negozi e scuole. E ancora segnaletica che manca agli incroci come quelli di Viale della Rimembranza.
«Molte strade poi non hanno marciapiedi (anche importanti come la strada che porta alla stazione di via Bergamo, ndc) e la carreggiata è invasa dalle auto, anche in sosta vietata, costringendo i pedoni a camminare in mezzo alla strada», continua Europa Verde. «Mancano corsie ciclabili e pedonali per rendere sicura la circolazione dei ciclisti ma anche di chi ha difficoltà di movimento; si dovrebbero eliminare le barriere architettoniche. Tanti problemi e questa giunta si preoccupa solo di un’opera, la ciclabile di via del Mare, che sicuramente andrebbe migliorata ma non smantellata».
«La valutazione del costo dello smantellamento la stanno facendo i nostri tecnici ai lavori pubblici», risponde Paolini, «non ci sono incarichi esterni. Siamo aperti a soluzioni alternative che al momento non ci sono perché la relazione della Procura e quella del giudice parlano di una strada non a norma, ne sottolineano l'estrema pericolosità; il problema della scarsa visuale degli utenti che si devono immettere su via Del Mare e invadono la ciclabile come si risolve? Chiudendo tutte le traverse, ma è impossibile. Inoltre molti ciclisti professionisti, associazioni hanno lamentato la pericolosità della pista e preferiscono stare sulla strada. Per non parlare delle lamentele che ricevo per la pericolosa commistione sul marciapiede che porta verso l’ospedale di pista e spazio, risicato, per i pedoni. Valutiamo il costo effettivo dello smantellamento e poi, cifre esatte alla mano, dovrò anche andare a parlare con la Regione che l’ha finanziata per 600.000 euro e vedremo. Poi interveniamo sulle strade pericolose, ad esempio abbiamo appena sistemato l’incrocio tra via De Pasqua e via del Mancino posizionando dei paletti perché ci sono stati diversi incidenti; ma non possiamo procedere con paletti e chiusure contiamo anche sul senso civico dei cittadini».
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