Pista ciclabile pericolosa Ora scatta la chiusura

A due mesi dalla relazione della polizia locale arriva l’ordinanza del sindaco Forte: così tuteliamo i fruitori. Lega: iniziativa tardiva. Suriani: giunta parolaia
VASTO. È stata chiusa a tempo indeterminato «per la tutela della pubblica incolumità» la pista ciclabile di Vallone Lebba. Un provvedimento inevitabile - anche se ritenuto tardivo dalle minoranze consiliari - firmato dal vicesindaco Giuseppe Forte a distanza di circa due mesi da una dettagliata e articolata relazione della polizia municipale, corredata da 18 foto e da un dvd in cui sono contenute le riprese aree effettuate con l’utilizzo del drone in dotazione del comando di piazza Rossetti. Una relazione la cui esistenza è stata rivelata nei giorni scorsi dall’associazione Vasto Libera, presieduta da Carlo Centorami, all’indomani del consiglio comunale che tra i punti all’ordine del giorno annoverava proprio la mozione delle minoranze sulla situazione di degrado e di abbandono del percorso ciclabile.
L’ORDINANZA. Nel provvedimento viene rimarcato lo stato di manutenzione del percorso costato 640mila euro, la criticità del fondo stradale, la presenza di una folta vegetazione spontanea ai lati della carreggiata, la staccionata di legno divelta per ampi tratti e una condizione di concreto pericolo per chi si avventura da quelle parti in bicicletta. «Oggettivamente le condizioni della pista ciclabile costituiscono una situazione di pericolo e mettono a rischio la incolumità dei numerosi fruitori», commenta il vicesindaco Giuseppe Forte, «motivazioni che, dopo un’attenta riflessione fatta anche con gli uffici comunali di riferimento, ci hanno indotto a emanare un provvedimento a tutela della pubblica incolumità. In questi giorni l’amministrazione comunale ha avviato un’interlocuzione anche con i responsabili del Consorzio di bonifica Sud di Vasto al fine di intercettare le risorse necessarie per ripristinare le condizioni di sicurezza di un tracciato stradale molto apprezzato da quanti preferiscono muoversi in bici o passeggiare a piedi in un ambiente agreste ricco di fascino».
LE REAZIONI. Per Alessandra Cappa e Davide D’Alessandro della Lega «l’ordinanza non solo appare giusta e scontata, ma anche tardiva. Quella pista, vogliamo ricordarlo, non è mai stata inaugurata. La domanda resta una sola: com’è stato possibile gettare dalla finestra 700mila euro? Com’è stato possibile pagare 40mila euro un video che nessuno ha mai visto? Quando uno di noi sollevò il caso nel 2014 pubblicando le cifre assurde di ogni singola, spesa la classe politica vastese rimase sorpresa e silente», proseguono i due consiglieri del Carroccio, «oggi sembra essersi svegliata, eppure le responsabilità sono ben chiare. L’amministrazione dell’ex sindaco Luciano Lapenna ha combinato il disastro e quella attuale nulla ha fatto per rimediare. La compagine di sinistra e ambientalista si è resa artefice del più grave spreco di denaro pubblico su una parte della città che si è trasformata in una discarica a cielo aperto». Non è meno tenero Vincenzo Suriani, capogruppo di Fratelli d’Italia-An. «Con questa ordinanza, di cui siamo sinceramente dispiaciuti perché avremmo preferito che la pista fosse bonificata e rimessa in condizioni di essere fruita, cala il sipario sulle ambizioni ambientaliste, verdi e a favore della mobilità sostenibile di questa giunta ferma e parolaia. Adesso è compito del centrodestra», prosegue il consigliere, «inserire nel suo programma elettorale di coalizione la riqualificazione della pista della Lebba che va bonificata, rimessa in sicurezza e collegata in modo efficiente al più ampio progetto della Via Verde».
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