Poca acqua dalle sorgenti e sprechi La Sasi: razionamenti a rotazione

Continuano i disagi nelle contrade di Lanciano ma anche a Ortona, San Vito, Fossecesia e Castel Frentano Il Comune pronto a trovare fondi per contribuire alle spese di acquisto di elettropompe e nuovi serbatoi
LANCIANO. L’afa rinfocola le polemiche per la carenza di acqua e i continui razionamenti che la Sasi, la società che gestisce il sistema idrico in 87 comuni del Chietino, porta avanti da settimane. A soffrire la sete sono in particolare i residenti delle contrade di Marcianese, Villa Andreoli, Sant’Onofrio, Villa Elce, Villa Pasquini, Rizzacorno, Iconicella, Colle Pizzuto, Re di Coppe, Selva Rotonda e Carrieri che subiscono chiusure tutte le sere dall’inizio del mese. Ma a loro si aggiungono le proteste di chi vive a San Vito, Ortona, Fossacesia, Orsogna, Castel Frentano, perché la Sasi, a rotazione, chiude l'acqua nei comuni che gestisce.
LE PROTESTE «Di acqua ce n’è poca alla sorgente del Verde e cerchiamo di risparmiarla senza far patire la sete. L'unico modo che abbiamo è fare un razionamento che non coinvolge tutti i 165.000 utenti Sasi, ma a rotazione qualche migliaio», ha spiegato il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe nei giorni scorsi. Ma con il caldo africano dell’ultima settimana e l'acqua che va via anche prima degli orari indicati dalla Sasi, ossia le 22, le proteste diventano infuocate. «È follia stare sempre senza acqua», sbottano gli utenti delle contrade anche sui social gestiti dalla Sasi, «sono anni che patiamo la sete e non possiamo lavarci di ritorno da lavoro. Dove sono i lavori promessi?». «Chi in fabbrica fa il turno di pomeriggio fa la doccia il giorno dopo», lamenta un operaio. «Ho due bambini piccoli», fa eco una donna, «senza acqua, che paghiamo profumatamente, fin dalla sera alle 20 è drammatico». Oltre al danno la beffa è arrivata ieri per i residenti di Marcianese che non hanno potuto utilizzare nemmeno l'autoclave non essendoci la corrente: sono quindi rimasti secco e senza luce.
I LAVORI «Fermo restando che in queste contrade registriamo consumi di acqua maggiori rispetto a tutte le altre zone», spiega Pio D'Ippolito, responsabile tecnico della Sasi, «perché si usa per annaffiare orti e giardini, c’è un problema di sottodimensionamento strutturale, di reti e serbatoi che stiamo affrontando con il Comune. C’è stato un incontro con il sindaco Mario Pupillo e con l'assessore Davide Caporale a cui abbiamo presentato il piano di interventi che però ha bisogno dell'aiuto finanziario dell'ente. A Marcianese sistemeremo delle elettropompe, che già abbiamo acquistato, accanto al serbatoio. Queste aumenteranno la pressione dell'acqua e quindi anche la portata. Stiamo attendendo l’Enel per gli allacci. Per le contrade di Sant'Onofrio, Villa Elce e Iconicella aggiungeremo un altro serbatoio perché quello che c’è non è sufficiente visto che ci sono tantissime abitazioni in più rispetto a quando è stato realizzato 40 anni fa. Infine si devono sostituire 5 chilometri di tubi. Il Comune ci ha chiesto un piano finanziario per capire l'entità della spesa che dovrebbe essere di circa 400mila euro. Lo consegneremo a giorni».
IL COMUNE Le proteste dei cittadini arrivano ovviamente anche a sindaco, assessori, consiglieri molti dei quali, abitando nelle contrade, vivono i disagi in prima persona. E il Comune è pronto a cercare i fondi per aiutare la Sasi. «Adesso si deve passare ai fatti e vigileremo affinché queste promesse diventino realtà», dice Renato Settembrini, consigliere comunale (lista Lanciano Vale). «A Marcianese viviamo da anni col problema dell’acqua e delle fogne, abbiamo chiesto interventi, fatto pure petizioni. Ci hanno assicurato ora la sistemazione delle pompe e la sostituzione dei tubi man mano che la maggiore pressione evidenzierà le perdite, ma questa volta non devono restare solo parole. Inoltre la Sasi deve migliorare la comunicazione: deve essere chiara, tempestiva e veritiera. È invece contorta (l’avviso recita: “A seguito di segnalazioni di controllo interni riconducibili a situazioni di disagio per gli utenti nelle ore di maggior consumo della risorsa idrica, si necessita di un intervento di interruzione della fornitura non differibile nei seguenti comuni..”, ndc), arriva tardi e inoltre l'acqua viene tolta prima del previsto e torna anche dopo le 6».
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