Poca acqua, petizione al prefetto

9 Febbraio 2022

Guardiagrele. Di Crescenzo: vogliamo i fondi del Pnrr per rifare le reti idriche

GUARDIAGRELE. Una petizione sul problema della carenza idrica, firmata da oltre 250 cittadini, è stata inviata dalla consigliera comunale della lista "Guardiagrele per tutti" Gianna Di Crescenzo, tramite Pec, al sindaco Donatello Di Prinzio, al presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe, al prefetto di Chieti Armando Forgione, al presidente della Regione Marco Marsilio e al direttore generale dell'Ersi Abruzzo. Nel documento, i firmatari evidenziano che i disagi subiti su tutto il territorio comunale e in tutti i periodi dell'anno a causa della carenza idrica, determinano un problema di convivenza civile, oltre che di possibilità di lavoro, in quanto riguardano anche molte attività dislocate sul territorio. «Tale situazione», osservano i cittadini, «va contro qualunque basilare principio costituzionale e non può essere risolto più con la pazienza».
I firmatari della petizione, esercitando i principi fondamentali della Costituzione, chiedono alle autorità di attivarsi senza ritardo per la richiesta dei fondi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) riservati ai lavori sulle reti idriche nelle regioni del Mezzogiorno. «In particolare», precisa la consigliera Di Crescenzo, «si chiede di aumentare la capacità di captazione per un miglior approvvigionamento alle fonti, il raddoppio della capacità di accumulo, realizzando nuovi serbatoi a Bocca di Valle, da riempire durante l'inverno e rilasciare l'estate e la manutenzione straordinaria radicale ai sistemi di captazione e accumulo attuali, in modo da garantire la piena efficienza». Con la petizione i cittadini chiedono inoltre l' individuazione e la realizzazione di un nuovo punto di accumulo per il centro storico, la manutenzione ordinaria e straordinaria e il monitoraggio della rete, per contenere quanto più possibile le perdite, il completamento della rete fognaria e la realizzazione di almeno un punto di approvvigionamento pubblico per utilizzi non alimentari (agricoltura, allevamento ecc.) in modo da consentire agli operatori di potersi approvvigionare, senza gravare sulla rete idrica principale di acqua potabile».
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