Poche forniture nelle fabbriche, ora tremano le piccole aziende

L’allarme di AssoVasto sulla produzione rallentata per carenza di componenti e di materie prime Il direttore La Rana: «Siamo fortemente preoccupati, non ci voleva dopo lo stop per il Covid»
VASTO . Decine di fabbriche del Vastese saranno costrette a rallentare la produzione per la carenza di componenti elettronici e più in generale delle materie prime. Per il momento nessun lavoratore è stato rimandato a casa, ma il problema è grosso e sta creando non pochi disagi. Non è colpa della crisi dei consumi e nemmeno del Covid (almeno in modo diretto). Questa volta la crisi che colpisce il settore industriale è provocata dalla mancanza di materia prime. La produzione mondiale che è concentrata sopratutto nei Paesi asiatici, non riesce a stare al passo con la richiesta.
In particolare a soffrire è il settore automotive. Il materiale è introvabile e sempre più costoso. «Il problema è cominciato a marzo con il blocco di una nave nel Canale di Suez ma poi, settimana dopo settimana, è cresciuto», dice il direttore dell'AssoVasto, Giuseppe La Rana. L'associazione presieduta da Alessandro Grassi, conta centinaia di associate. È il termometro della situazione. «Siamo fortemente preoccupati», spiega La Rana, «diverse aziende ci informano che in questa fase a creare problemi non è il calo della domanda dei prodotti, né le chiusure dovute al Covid. A frenare la produzione è la mancanza di materie prime, in particolare di materiale metallico piuttosto che microcomponenti».
Un problema che rischia di scatenare una crisi che potrebbe essere peggiore di quella generata dal Covid. Le materie prime scarseggiano e i costi lievitano. I problemi di importazione stanno diventando un incubo. I problemi logistici e di trasporti obbligano le aziende a rallentare la marcia. I settori coinvolti sono l'automotive ma anche il fotovoltaico, ragione per cui le batterie di accumulo sono ormai rarissime e non ci sono garanzie sui tempi delle forniture. Un grosso problema per il settore automobilistico che negli ultimi mesi si stava riprendendo. La domanda di beni e merci è cresciuta molto negli ultimi mesi, a le forniture di rame, caffè, alluminio, carta, acciaio e microchip sono sempre più difficoltose. «Il problema ovviamente non riguarda solo il Vastese, ma è mondiale», precisa il dirigente di AssoVasto. «Certo è che dopo un periodo nero come il lockdown, gli imprenditori volevano rifarsi e invece devono fare i conti con la mancanza delle materie prime».
Non solo le piccole e medie aziende risentono del problema ma anche artigiani e commercianti. I microchip sono fondamentali per la produzione di elettrodomestici. Tanti i commercianti costretti a spiegare alla clientela che è necessario attendere. La speranza è che venga trovata al più presto una soluzione, in caso contrario non sono escluse nuove cessazioni di attività. «Nelle piccole aziende», conclude La Rana, «per il momento non ci sono grossi problemi con il personale. Certo lo sblocco dei licenziamenti rende il futuro una incognita». (p.c.)
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