«Poche tombe? Ci vuole un nuovo cimitero»

Emergenza loculi, il consigliere provinciale Caporale: trovare un’area e accelerare con la cremazione
LANCIANO. «La carenza dei loculi si risolverà costruendo un nuovo cimitero e magari l’impianto per la cremazione. Noi abbiamo fatto fronte all’emergenza realizzando un nuovo blocco nel cimitero centrale da oltre 3mila posti e uno da 192 nel camposanto di Madonna del Carmine. Abbiamo anche provveduto al progetto dell’ampliamento del blocco 15; ora la nuova giunta deve muoversi». È la risposta dell’ex assessore comunale - oggi consigliere provinciale - Davide Caporale, alle rimostranze dell’assessore ai lavori pubblici Paolo Bomba di dover completare quella che l’ex giunta Pupillo definì «un’opera monumentale», il blocco 2 bis del cimitero centrale, con la chiesa e il fotovoltaico, mentre c’è l’emergenza, lasciata dall’ex sindaco Mario Pupillo, della carenza di posti per i decessi avvenuti.
«L’amministrazione Paolini, di cui Bomba era vicesindaco, lasciò nel 2011 in eredità alla giunta Pupillo il problema di dover procedere all’annullamento in autotutela dell’aggiudicazione provvisoria della gara d’appalto dell’ampliamento del cimitero comunale per gravi criticità tecniche e amministrative», ricorda Caporale. «Risolvemmo i problemi, rifacemmo progetto e gara e realizzammo un’opera giustamente definita monumentale sia per il valore progettuale (6.094.900 euro) che sociale: non solo, è la più grande opera pubblica mai realizzata a Lanciano, tra l'altro da un'impresa lancianese, la Cem. Facemmo fronte anche al problema dei loculi a decesso avvenuto, con i 3mila posti nuovi, l’ampliamento del cimitero di Madonna del Carmine con 192 loculi e soprattutto con l’avvio delle procedure di ampliamento del blocco 15. Nessuna negligenza da parte dell’ex giunta». Per Caporale il problema da risolvere è quello di trovare un’area per un nuovo cimitero e accelerare sul progetto dell’impianto per la cremazione. «La carenza dei loculi a decesso avvenuto è un problema che ci sarà sempre», precisa il consigliere provinciale. «La necessità di 300/ 400 loculi all’anno richiede un continuo ampliamento del cimitero, possibilità difficile da realizzare nell’attuale sede per tempi e risorse; occorrerebbe pensare a un nuovo cimitero nel territorio comunale. Inoltre va proseguito l’iter per valutare la realizzazione dell'impianto di cremazione che abbiamo iniziato a progettare con l’Anxam».
Per quanto riguarda la cremazione il progetto non è affatto fermo. «Stiamo andando avanti», dice il presidente Anxam, Alessandro Di Martino, «questa giunta è interessata da anni alla costruzione del tempio crematorio ma serve un nuovo studio di fattibilità, alla luce anche dei nuovi impianti che stanno per sorgere in regione, per fare ulteriori valutazioni». In base agli studi fatti finora e alle norme sulla sicurezza l’area su cui costruire l’impianto è quella accanto il blocco nuovo in via della Pace.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

