«Politica assente sui depuratori sequestrati»

Di Campli Finore (Ali): situazione grave visto che parliamo di salute ma c’è un silenzio assordante
LANCIANO. «Perché nessuno interviene sulla questione, gravissima, del sequestro di 12 depuratori della Sasi nel Frentano? Perché i sindaci, la politica, la Sasi stessa sono silenti nei confronti dei cittadini e di una situazione che da quanto riportato dalla Procura, è gravissima?». Sono le questioni che Antonello Di Campli Finore, coordinatore cittadino e responsabile regionale del movimento politico Ali (Alleanza liberaldemocratica per l'Italia) pone alle istituzioni e alla politica. «Su questa vicenda», considera Di Campli Finore, «si è levato un silenzio assordante. Eppure stiamo parlando di salute dei cittadini e di una società pubblica al 100%, dal momento che è una partecipata dai Comuni, che ha dimostrato di essere totalmente inefficiente. Perché nessuno parla? Perché un qualsiasi ingegnere dirigente della stessa Sasi non viene a spiegarci, carte alla mano, come stanno le cose, quali sono gli investimenti e dove vanno a finire i soldi che si pagano su ogni bolletta per le depurazioni? Nessuno si muove», prosegue il rappresentante del movimento fondato da Oscar Giannino, «perché la politica, destra e sinistra, maggioranza e opposizione, ha i suoi interessi in una società partecipata. Ecco perché è fondamentale far uscire la politica dalle partecipate, eliminare le nomine politiche ai vertici di queste società. Se fosse accaduta una cosa del genere a una qualsiasi grande impresa privata che smuove milioni di euro il presidente o responsabile dell’azienda avrebbe dovuto spiegare delle inefficienze di cui lo si accusa e sarebbe stato cacciato su due piedi. Con la politica questo non può accadere. Mi meraviglia il silenzio dei sindaci», sottolinea Di Campli Finore, «i giorni passano, la stagione balneare è alle porte, c’è a tutti gli effetti un problema sanitario e nessuno chiede conto di niente. Non solo i sindaci dovrebbero parlare in qualità di rappresentanti dei loro comuni, ma anche come massime autorità sanitarie dei loro territori e, soprattutto, come soci di una spa che in questo momento sta creando disservizi ed è in grave difficoltà. I primi tre-quattro mesi di quest’anno tra rotture, frane, mancate erogazioni dell’acqua in numerosi comuni, reti colabrodo e, non ultimo, il disastro sulla manutenzione e gestione dei depuratori, la Sasi ha dimostrato di aver raggiunto il culmine della sua inefficienza. Perché nessuno ne chiede conto?». (d.d.l.)
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