Polizia penitenziaria, la protesta va a Roma

27 Maggio 2021

Dopo il sit-in a Villa Stanazzo gli agenti manifesteranno nella Capitale contro le carenze di organico

LANCIANO. Porteranno la loro protesta anche a Roma gli agenti della polizia penitenziaria di Lanciano, che ieri hanno manifestato davanti al carcere di Villa Stanazzo. Insieme tutte le sigle sindacali (Sappe, Osapp, Sinappe, Uil pa, Uspp, Fns Cisl e Fp Cgil) che rappresentano i lavoratori. Attualmente sono 122 gli agenti in servizio, a fronte di una popolazione carceraria che oscilla fra 230 e 260 detenuti. Nuovi reparti aperti, servizi aumentati e un focolaio Covid gestito senza rinforzi, mettendo a rischio ferie e riposi e a dura prova sicurezza e salute psicofisica. «Non c’è stato turnover dei pensionamenti e sono stati aperti reparti senza personale adeguato», dice Biagio Torcia (Osapp), «solo poche unità in distacco, alla fine tornate nelle sedi di appartenenza».
«La previsione organica è 157, servono minimo 35 unità per lavorare normalmente», spiega Ruggero Di Giovanni (Uilpa), «abbiamo numeri sufficienti a coprire i posti ma senza possibilità di fare ferie o riposi, senza poter fruire dei benefici di legge. Questa estate saremo costretti a fare turni di 8 e più ore di servizio, mentre a norma di legge dovrebbero essere di 6».
«C’è una totale chiusura dei palazzi romani verso gli istituti periferici», afferma Piero Di Campli (Sappe), «è necessaria la rivisitazione della dotazione organica perché non riusciamo a garantire neanche i servizi minimi. Questo significa dover coinvolgere le altre forze dell’ordine, sottraendole al controllo del territorio». Al fianco dei lavoratori c’è anche il nuovo direttore, Mario Giuseppe Silla, che ha rappresentato la situazione del supercarcere frentano al Dipartimento di giustizia. Solidarietà anche dagli amministratori del territorio. «Bisogna intervenire e sensibilizzare le istituzioni nazionali per soddisfare le richieste legittime della polizia penitenziaria», afferma l’assessore regionale Nicola Campitelli, «mi farò portavoce delle loro istanze con i vertici nazionali affinché questa situazione possa risolversi al più presto».
«Il carcere è un’importante istituzione sociale e riabilitativa del nostro territorio», aggiunge l’assessore comunale alle Politiche sociali, Dora Bendotti, «va difesa e tutelata».
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