Poliziotto vittima di Rigopiano La madre: fiducia nella giustizia

Cerimonia insieme alle autorità al monumento di via d’Aragona per ricordare Dino Di Michelangelo La speranza dei familiari: «Vediamo uno spiraglio di luce, attendiamo la sentenza del 17 febbraio»
CHIETI . «Io, noi, la nostra famiglia, abbiamo tanta fiducia nella giustizia, altrimenti avrei lasciato perdere. Quest’anno c’è uno spiraglio di luce. Il 17 febbraio ci sarà la sentenza, però prima ci sono ancora otto udienze alle quali andremo sempre. Io non sono mai mancata, anche non sentendomi bene». Lo ha detto Loredana Lazzari, madre di Dino Di Michelangelo, una delle 29 vittime - insieme alla moglie Marina Serraiocco - del crollo dell’hotel Rigopiano, ieri a Chieti durante la cerimonia che si è svolta dinanzi al monumento di via d’Aragona che ricorda i morti nella tragedia.
La donna in mattinata, accompagnata dal figlio Alessandro, anche lui poliziotto come il fratello, ha seguito a Pescara l’udienza del processo. «Da quando c’è il nuovo procuratore Giuseppe Bellelli, ma anche Massimiliano Serpi era bravo, c’è stata un’accelerazione per le udienze. Speriamo che adesso si prosegua sulla giusta strada», è l’auspicio di Lazzari. Quest’ultima ora spera nella giustizia: «Servirà ad alleviare il dolore, perché è tanto». E ammette: «Io non faccio altro che pensare: “mio figlio è morto subito?” Non ci credo che mi hanno detto che è morto subito, questa cosa che ho dentro ti lacera. Se le vittime avranno giustizia avrò anch’io, come tutte le altre mamme, un po’ di pace».
Alla cerimonia che si è svolta in mattinata hanno partecipato il prefetto di Chieti, Mario Della Cioppa, il questore Francesco De Cicco, i comandanti provinciali di carabinieri e Finanza, i colonnelli Alceo Greco e Michele Iadarola, rappresentanti dei vigili del fuoco. Per l’amministrazione comunale erano presenti il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, l’assessore Manuel Pantalone, i consiglieri Silvia Di Pasquale e Alberta Giannini, Filippo Di Giovanni per la Provincia. Il maestro Peppino Pezzulo con il violino ha suonato musiche di Messenet e Morricone. Il commissariato di polizia di Osimo, dove lavorava Dino Di Michelangelo, ha inviato una composizione di fiori. Nel pomeriggio, poi, è stata celebrata una messa nella chiesa di San Domenico a Chieti.
«Sei lunghi anni ci separano da quella che è stata una delle tragedie più dolorose per la nostra regione e anche per la nostra città», ha commentato Ferrara. «Fatti impensabili, di cui ognuno di noi conserva un personale e indelebile ricordo. Abbiamo voluto questa celebrazione non solo per stare accanto a chi ha perso un proprio caro sotto la neve di Rigopiano, ma anche per testimoniare, come istituzioni, l’importanza della memoria e di un percorso che porti a ridurre sempre di più l’eventualità che tali tragedie possano accadere di nuovo. Un abbraccio simbolico va alla famiglia del nostro concittadino, anche per fare forza a chi resta nel difficile cammino processuale, che vede queste famiglie proprio in questi giorni impegnate anche emotivamente», conclude Ferrara. «Chieti non dimenticherà mai Dino e gli altri uomini e donne scomparsi sei anni fa: un modo, forse l’unico che abbiamo, di farci carico del loro ricordo e di rendere la città partecipe del loro ricordo». (a.s.)

