Polo scuole a Fontegrande Altri no all’idea della giunta

12 Dicembre 2017

Ortona. Dopo il Pd anche Marchegiano e Cauti bocciano l’ipotesi dell’edificio unico «Bisogna tenere in vita le contrade ed evitare che, senza servizi, si spopolino»

ORTONA. È un coro di no al progetto di costruzione di un polo scolastico nel quartiere Fontegrande di Ortona. Dopo il parere contrario arrivato da Matteo Bonfante e Nadia Di Sipio, rispettivamente segretario e consigliera comunale del Partito democratico, si alzano altre voci avverse all’idea dell’amministrazione comunale del sindaco Leo Castiglione. Sono i consiglieri comunali di opposizione, Giorgio Marchegiano e Emore Cauti, gli ultimi in ordine di tempo a farsi sentire sulla delibera attraverso cui la giunta comunale ha inteso partecipare al bando indetto dalla Regione per la realizzazione di nuovi edifici da destinare a poli per l’infanzia che andranno ad accogliere, in un unico plesso, più strutture scolastiche preesistenti per bambini e bambine fino a sei anni di età.
La scheda tecnica predisposta dal Comune di Ortona descrive la volontà di realizzare un nuovo edificio che ospiti 9 sezioni della scuola dell’infanzia e un nido d’infanzia con una capienza totale di circa 350 bambini. Un progetto per il quale è stato richiesto un investimento di tre milioni e che l’amministrazione definisce di «importanza strategica in quanto abbraccia un bacino di circa 8mila abitanti nonché una superficie di cinque chilometri quadrati».
La sua realizzazione prevederebbe la conseguente dismissione del nido d’infanzia “Gramsci” e delle scuole dell’infanzia “San Nicola”, “Gran Sasso” e “Fontegrande”. «A nessuno può sfuggire che le suddette chiusure risultino in netto contrasto con l’idea, ampiamente condivisa in campagna elettorale, di una città senza periferie in grado di garantire la qualità della vita e il futuro di tutte le comunità che vivono nel territorio», sostengono Marchegiano e Cauti. I due consiglieri comunali sono quindi concordi con quanto già esposto dagli esponenti del Pd, e cioè che porre i sigilli alle quattro scuole rappresenterebbe un impoverimento del territorio ad esse collegato. «La vicinanza con le strutture scolastiche è ad esempio uno dei fattori che incide maggiormente sulle scelte abitative delle famiglie» dicono.
Inoltre Marchegiano e Cauti pongono l’accento su un’altra questione: «A destare forti preoccupazioni è la totale assenza nel piano triennale delle opere pubbliche 2018/2020 di stanziamenti di bilancio per la riqualificazione delle strutture di Villa San Nicola, via Gran Sasso e Villa Grande e per lo spostamento in un’area più idonea del centro di raccolta dei rifiuti della Ecolan Spa che attualmente insiste accanto alla scuola primaria di Fontegrande». Ed allora l’appello dei due consiglieri comunali: «Chiediamo all’amministrazione di rimettere al centro della propria attività la costruzione di una città senza periferie, al cui interno le strutture scolastiche sul territorio possano ricoprire un ruolo strategico».
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