Polveri sottili in Val di Sangro Superata la soglia: c’è l’allarme

27 Dicembre 2019

Atessa. La segnalazione Arta scatena ulteriori no al previsto nuovo impianto di trattamento dei rifiuti Il sindaco Borrelli: «Il problema è dato dal traffico di veicoli: se aumenta metto le targhe alterne?»

ATESSA. In Val di Sangro è stato sforato il valore limite, per la protezione della salute umana, di PM10 (polveri sottili): lo ha comunicato l’Arta al Comune di Atessa. Il 18 dicembre scorso nella centralina di rilevamento in contrada Saletti, sono stati registrati 59 microgrammi per metro cubo di PM10, il limite è di 50. La comunicazione è stata letta dal sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, durante l’incontro che si è svolto nei gironi scorsi, nella sala consigliare, sul progetto della società Eugenio Di Nizio, per la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti sanitari infettivi con annesso deposito di rifiuti pericolosi e non in Val di Sangro.
Gli inquinanti che la centralina rileva ad Atessa, così come riporta il sito dell’Arta, sono monossido di carbonio, polveri sottili (Pm10) e benzene. Le polveri sottili non sono tanto legate alle produzioni industriali ma al traffico veicolare e, quindi, ha sottolineato Borrelli: «Se siamo già al limite ora, come sarà possibile contemplare un aumento del traffico veicolare che, se dovesse andare in funzione la Di Nizio, ci sarà?». La Di Nizio, ha presentato un progetto - territorio di Saletti - per un impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione, con una potenzialità di trattamento di 35.000 tonnellate/anno, al quale sarà associato un deposito di rifiuti, sia non pericolosi sia pericolosi, provenienti da terzi (aziende pubbliche e private, attività ambulatoriali ed ospedaliere, servizi di raccolta differenziata). «Un impianto come questo appesantisce il traffico veicolare. La legge», ha affermato Borrelli, «dice che se in un anno si “sforano” i parametri, il sindaco deve intervenire. Che si farà, blocchiamo il traffico? Mettiamo le targhe alterne? Sono tutte cose da non sottovalutare».
Come da non sottovalutare sono alcune incongruenze che si verificano per quanto riguarda il monitoraggio dell’ambiente della Val di Sangro, con una delle più alte presenze di attività produttivo-industriali del centro-sud d’Italia. Le centraline dell’Arta a Ortona e Francavilla rilevano anche biossido di azoto e ozono, mentre a Chieti, oltre alle precedenti, anche biossido di zolfo, parametri la cui rilevazione manca in Val di Sangro. Il biossido di azoto è prodotto dalle industrie metallurgiche, inceneritori, impianti di riscaldamento, nella produzione della plastica e dalle centrali termoelettriche. Necessario, per un monitoraggio attendibile dell’ambiente in Val di Sangro, sarebbe rilevare anche gli idrocarburi (tra i quali quelli prodotti dai solventi) e i metalli aerodispersi originati prevalentemente da impianti industriali, la cui tossicità è ben nota. Non è un caso che a luglio 2018 i primi cittadini del Sangro-Aventino-Frentano chiesero alla Regione uno stop a richieste di nuovi insediamenti in assenza di un monitoraggio completo della qualità dell’ambiente.
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