Ponte con il cemento impoverito ma non ci sono più responsabili

22 Novembre 2019

Rischia il crollo e deve essere demolito il cavalcavia sull’asse attrezzato ma l’inchiesta è archiviata La deputata M5S Torto, autrice dell’esposto: «Incredibile che non si riescano a trovare i colpevoli»

CHIETI. Il reato c’è: la costruzione di un ponte a rischio crollo fatto con cemento impoverito e lasciato per almeno 10 anni senza manutenzione. Ma, di fronte a un reato accertato che si perde all’indietro nel tempo, adesso non ci sono colpevoli: nessuno è responsabile per il viadotto pericolante di via Del Fiume che, a breve, sarà abbattuto con una spesa di circa 600mila euro. È quanto emerge dall’ultimo atto dell’inchiesta sul cavalcavia numero 5 che passa sopra all’asse attrezzato, all’altezza di Dragonara. Il giudice Andrea Di Berardino ha deciso di archiviare il procedimento aperto per il reato di omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina: «Sono rimasti ignoti gli autori del reato ed è stato escluso il rischio concreto di crollo», così scrive Di Berardino sul decreto che mette la parola fine all’inchiesta dei carabinieri forestali avviata da un esposto della deputata del M5S Daniela Torto.
La scelta del giudice si basa sul parere della procura: «Allo stato», dice la richiesta del pm Giuseppe Falasca, «gli ultimi accertamenti tecnici svolti dagli enti pubblici preposti al controllo del cavalcavia e le misure interdittive del traffico veicolare da parte dell’amministrazione comunale di Chieti ne escludono il pericolo di crollo».
Il solo intervento per la messa in sicurezza del ponte – che già dal 2012 avrebbe dovuto essere demolito – risale ai mesi scorsi: è stata l’Anas, ente gestore dell’asse attrezzato, a intervenire sul viadotto che invece è di competenza del Consorzio industriale Chieti-Pescara, in liquidazione e con le casse vuote. Sull’asfalto sono stati installati 8 giunti di metallo. Il viadotto è chiuso al traffico ma è ancora utilizzato da un’unica famiglia di residenti che altrimenti non potrebbe entrare o uscire di casa.
La deputata Torto commenta così l’archiviazione: «Rimango interdetta sul fatto che non siano stati individuati i responsabili di quanto accaduto in tutti questi anni, non ne condivido l’archiviazione ma mi riservo di aspettare le verifiche che farò sugli interventi che effettivamente sono stati operati dall’Anas. Mi chiedo se siano davvero sufficienti alla messa in sicurezza di questo ponte. Fortunatamente ad oggi non ci sono state tragedie: il crollo del viadotto avrebbe potuto generare conseguenze gravissime delle quali qualcuno avrebbe dovuto rispondere, pericolo che a mio avviso sarà scongiurato soltanto con il definitivo abbattimento dello stesso».
Nell’ultima seduta del consiglio regionale, rispondendo a un’interpellanza della grillina Barbara Stella, l’assessore Mauro Febbo ha assicurato che il ponte sarà presto abbattuto: ci vorranno 98mila euro per la demolizione e altri 495mila per realizzare un passaggio pedonale al servizio dei residenti. Ma la cifra non è ancora certa: Febbo ha parlato di altri 351mila euro necessari al completamento dell’opera, fondi che in Regione si stanno ancora cercando. In questo caso, l’importo potrebbe arrivare a sfiorare un milione di euro.
«L’attenzione verso i cittadini e la loro sicurezza», dice Torto, «troppo spesso vengono messe in secondo piano, con tutte le conseguenze che spesso i ritardi determinano: lievitazione dei costi degli interventi o, come in questo caso, inerzia e disattenzione su situazioni che potrebbero mettere in pericolo l’incolumità dei cittadini stessi. Noto ancora una volta e con rammarico che, dopo tanto immobilismo, pare davvero muoversi qualcosa, ma ovviamente come sempre soltanto in seguito alle segnalazioni da parte di qualcuno. Non è possibile dovere ricordare sempre agli amministratori di svolgere al meglio il loro lavoro avendo al centro dei loro interessi il bene comune e la salvaguardia della sicurezza pubblica. Continuerò a tenere alto l’interesse sulle future opere di rifacimento della struttura, sto proseguendo negli approfondimenti e spero vivamente che si arrivi al più presto all’epilogo della vicenda».
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