Porta a spasso il cane: ucciso da un furgone 39enne sotto processo

Luciano Stante, 66 anni, investito mentre era a pochi metri da casa Si è aggravato improvvisamente ed è morto in ospedale 6 giorni dopo
CHIETI. Stava passeggiando con il suo cane, come ogni pomeriggio, quando un furgone lo ha investito. Sei giorni dopo, Luciano Stante, 66 anni, è morto in ospedale. Per quell’incidente, F.P., 39 anni di Ortona, dovrà affrontare un processo per omicidio stradale: il rinvio a giudizio è stato disposto dal giudice Luca De Ninis, su richiesta del procuratore Lucia Anna Campo (in aula c’era il sostituto Giuseppe Falasca). La prima udienza, davanti al tribunale di Chieti, è in programma il 22 marzo. L’imputato è difeso dagli avvocati Emiliano Palucci e Andrea Florindi.
LA RICOSTRUZIONE
Sono le 16.30 del 17 dicembre 2021: Stante è sulla statale Adriatica, a Ortona, in contrada San Leonardo. La sua abitazione è distante 150 metri, al massimo 200. Quando si trova all’altezza del cartello stradale con il nome della strada, l’uomo viene urtato sul braccio sinistro con lo specchietto retrovisore destro dell’autocarro Fiat Doblò, guidato da F.P, che viaggia in direzione mare-monti. L’investitore si ferma immediatamente per soccorrere il pedone. Non solo telefona al 118, ma utilizza anche il cellulare del ferito per avvisare la figlia di quest’ultimo. Stante viene trasportato all’ospedale di Lanciano dal 118. Le sue condizioni, almeno inizialmente, non sembrano particolarmente gravi, tant’è che viene ricoverato nel reparto di Ortopedia.
L’OPERAZIONE
Nei giorni successivi, il paziente viene sottoposto a un intervento chirurgico perché, a seguito dell’investimento, ha riportato la frattura del femore e di tre vertebre. La figlia racconta che il 21 dicembre contatta telefonicamente gli operatori sanitari, i quali le comunicano che l’operazione è andata bene. Ma le condizioni dell’uomo peggiorano progressivamente. Sono le tre del pomeriggio del 23 dicembre quando la donna riceve una telefonata dell’ospedale: il medico di turno le comunica che il papà è morto. La sera stessa la donna presenta una denuncia ai carabinieri della stazione di Ortona: chiede di fare accertamenti per scoprire cosa abbia potuto provocare un aggravamento così repentino da portare al decesso.
L’INCHIESTA
In un primo momento, è stata valutata anche l’adeguatezza delle cure alla quale l’uomo è stato sottoposto: non sono emerse responsabilità a carico dei medici. Dalla consulenza è venuto fuori che la morte di Stante è stata una conseguenza dei traumi riportati nell’incidente stradale, in un quadro clinico già con patologie pregresse.
LE ACCUSE
Da qui, la decisione della procura di chiedere il processo per F.P. con l’accusa di aver investito e provocato il decesso del pedone per «colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia». Nessuna aggravante è stata contestata nei confronti dell’imputato, che – dopo lo schianto – si è subito fermato per capire le conseguenze dell’incidente e ha attivato tempestivamente la macchina dei soccorsi.
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