Portantino assenteista ai domiciliari

10 Febbraio 2016

Da mesi timbrava il cartellino e se ne andava per ore, il 35enne è accusato di truffa nei confronti della Asl

LANCIANO. Faceva risultare che era a lavoro, invece passava anche due o tre ore del suo turno fuori dall’ospedale, intento a sbrigare faccende personali. Ma è stato scoperto e arrestato dalla polizia. Rocco Gianluca Dragani, 35 anni, portantino di Lanciano, è ai domiciliari con l’accusa di truffa aggravata e falso nei confronti della Asl. Un altro caso di dipendente assenteista, dopo i cantonieri della Provincia, i dipendenti comunali e gli operai della Sevel. Il provvedimento restrittivo è stato notificato ieri dopo le indagini del commissariato e per evitare che il dipendente potesse reiterare il reato.

Era dall’agosto scorso, infatti, che continuava ad assentarsi facendo risultare, dai timbri del cartellino, che era a lavoro mentre era in realtà fuori dall’ospedale. La polizia si è mossa sulla base di un esposto che ha segnalato l’anomalia. Mesi di indagini, coordinate dalla Procura, hanno evidenziato che Dragani, dipendente pubblico in quanto impiegato nell’ospedale Renzetti, tra agosto 2015 e febbraio 2016, ha omesso più volte di timbrare il cartellino all’uscita, timbrandolo invece al rientro, due volte a distanza di pochi minuti, inducendo in errore la Asl, e quindi la pubblica amministrazione, sulla sua presenza sul posto di lavoro nelle ore in cui in realtà non era presente ma sbrigava faccende personali. Era per lo più a casa, ma una volta è andato anche al mare.

«All’inizio del suo turno timbrava regolarmente il cartellino», spiegano dal commissariato di via Bergamo, «poi però si assentava anche per due o tre ore per sbrigare faccende proprie senza timbrare ovviamente l’uscita. Rientrava, timbrava l’uscita di un quarto d’ora, quella “concessa” della pausa, e poi timbrava di nuovo la fine del turno. Invece non aveva lavorato a tempo pieno, perché era uscito. Azione che avrebbe ripetuto molto spesso nei sei mesi di indagini».

Per la Procura il 35enne avrebbe truffato la Asl, procurandosi un ingiusto profitto pari alla retribuzione delle ore falsamente certificate. Il calcolo dei soldi di cui si sarebbe indebitamente appropriato non è stato ancora fatto. A firmare l’ordinanza di custodia cautelare è stato il gip Massimo Canosa che ha accolto le richieste del pm Rosaria Vecchi, che temeva la reiterazione del reato visto che Dragani si sarebbe continuato ad assentare da lavoro, pur facendo risultare dai timbri sul proprio cartellino la sua presenza, fino a pochi giorni fa. Nei prossimi giorni il giudice sottoporrà il dipendente all’interrogatorio di garanzia in modo che potrà spiegare le sue ragioni e dare la sua versione dei fatti.

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