Porto, lavori fermi alla banchina Comune e aziende: fate chiarezza

Cantiere bloccato dopo un mese di ruspe in azione e l’avvio dell’appalto con un anno di ritardo La vicesindaca Fioravante: «Non c’è volontà». L’imprenditore Salvatorelli: «Aspettiamo spiegazioni»
VASTO. I lavori di potenziamento del porto di Punta Penna si sono nuovamente fermati. Le ruspe che avevano iniziato a spostare i massi ad agosto sono bloccate. Gli imprenditori che si aspettavano di vedere aprire un cantiere in porto, sono delusi. Il Comune è sconcertato. Sia l'amministrazione comunale che le aziende invocano chiarezza. «Francamente non sembra che ci sia la volontà di eseguire i lavori di potenziamento del bacino marittimo», afferma il vicesindaco Licia Fioravante che ha anche la delega alle attività produttive. «Allo stato attuale il porto rappresenta una necessità per la logistica. Non è più sopportabile questa patologica immobilità. Per quale motivo i lavori si sono nuovamente fermati? Il Comune si aspetta delle risposte. Chiediamo alla Regione e alla Zes di informarci su quello che accade».
L'amministrazione comunale ha incontrato a più riprese negli ultimi mesi gli operatori della zona industriale e del porto. Diverse sono state le riunioni a cui hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni Oasi e AssoVasto e anche rappresentanti di Confindustria. C'è stata anche una riunione alla presenza dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale di Ancona. Il 26 agosto la comparsa delle gru aveva fatto tirare un respiro di sollievo. Seppur con un anno di ritardo i lavori erano partiti. Il 6 settembre a Punta Penna è arrivato un rappresentante del Rup, responsabile unico del procedimento, per verificare lo stato dei lavori. Sembrava che tutto fosse a posto. Che cosa è successo ancora? Il vicesindaco e assessore alle attività produttive chiede lumi e non è la sola. Anche l'imprenditore Emidio Salvatorelli invoca chiarezza. «I nostri rappresentanti politici in Regione e Provincia dovrebbero informarci e aggiornarci. Sarebbe importante conoscere il motivo della sospensione dell'attività e la tempistica dei lavori. A nome degli elettori che hanno eletto i nostri rappresentanti a Roma, in Abruzzo e nel Chietino aspetto di avere un aggiornamento».
L'appalto per i lavori alla banchina è stato finanziato con le risorse del Pnrr a favore delle Zone economiche speciali (Zes). L'importo complessivo è di quasi 6,7 milioni di euro stanziati nell'ambito dei progetti speciali per la coesione territoriale. La banchina di levante deve essere allargata ma purtroppo i lavori sono partiti molto in ritardo. «È indispensabile in questo momento puntare sulle infrastrutture», insiste Licia Fioravante. Fino allo scorso anno c’erano la Zes unica e il commissario Mauro Miccio. Con Miccio nel 2023 l'area industriale di Punta Penna ha vissuto un momento di grande attività. Con il passaggio alla Zes economica speciale per il Mezzogiorno la situazione è peggiorata.

