Porto, mancano aree per scaricare le merci

Il sindaco Menna: «Subito il cambio di destinazione d’uso per i terreni da trasformare in parcheggio»
VASTO. Posti di lavoro e risorse economiche. È quanto sta offrendo il porto di Punta Penna da due anni a questa parte, dove i traffici continuano ad aumentare nonostante il conflitto in medio Oriente, che non ha provocato alcun rallentamento dell’attività. Il porto gode ottima salute ma, proprio perché in crescita, ha bisogno di essere potenziamento. A partire da nuove aree da destinare al carico e scarico delle merci che vanno reperite al più presto.
Il sindaco di Vasto Francesco Menna torna quindi a sollecitare l’attenzione del governo nazionale, dell’Autorità portuale e della Regione. «Da tempo vengono promessi fondi per importanti interventi di potenziamento. L’auspicio», afferma Menna, «è che lo sviluppo dello scalo avvenga in tempi rapidi». Non va infatti dimenticato il problema sollevato a novembre da dodici aziende, che operano nello scalo per attività di import-export: Nsg, Pilkington, Honda, Centro siderurgico industriale (gruppo Arvedi), Denso, Ecofox, Pugliese, Sealogis Projects, Gruppo Mercurio, Hadri Tanks, Puccioni, Granito Forte e Radarchim. Sette mesi fa le dodici industrie hanno sottoscritto una manifestazione di interessi, rimarcando la valenza e la necessità di sviluppare la capacità di esercizio dell’infrastruttura portuale, insistendo sulla necessità di poter disporre di un hub portuale in grado di assicurare uno scalo logistico efficiente e in grado di ottimizzare le operazioni di spedizione via mare.
«Invito i proprietari di appezzamenti terrieri o piazzali nella zona retrostante il porto a voler contrattualizzare l’utilizzo delle aree», dice il sindaco, «come Comune sono disposto a concedere le autorizzazioni necessarie. Tuttavia, per risolvere il problema pensando anche al futuro di Punta Penna e del territorio, quello che occorre è ottenere il completamento e potenziamento della viabilità di raccordo fra i caselli di Vasto nord e sud mediante la sistemazione e l’adeguamento funzionale delle aree e delle strade di fondovalle Sinello, Cena e Treste. C’è un progetto e una piantina che mostrano la validità dell’iniziativa. Spazi enormi, nessun impatto con le riserve e velocizzazione dei tempi per i mezzi pesanti. Quel percorso risolverebbe tantissimi problemi».
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