Porto, senza i lavori alla banchina fermo anche il binario ferroviario

I rappresentanti di AssoVasto incontrano l’assessore regionale alle attività produttive Magnacca Di Cola (Filctem): per far decollare la logistica occorre subito potenziare la banchina di levante
VASTO. Nello sterminato elenco di cose che chiede l’Europa c’è anche l’aumento del trasporto merci su ferro dall’attuale 11% al 20% entro il 2030. Da anni il trasporto merci su ferro è invocato anche dai colossi industriali del Vastese. Pilkington, che ha binari all'interno dello stabilimento, se potesse trasferire la merce su rotaia risparmierebbe moltissimo sui costi di trasporto. In porto però non si muove nulla. La realizzazione del cosiddetto “Ultimo miglio ferroviario” sulla banchina di levante dopo la sua ristrutturazione, sembrava cosa imminente. In realtà i lavori in porto non decollano. Ieri i rappresentanti di AssoVasto lo hanno ribadito a margine di un incontro sulla riorganizzazione industriale, all'assessore regionale alle attività produttive, Tiziana Magnacca.
Il progetto c'è, i finanziamenti pure, ma i lavori non partono. Pare che a intralciare l'avvio sia la necessità di eseguire verifiche che escludano la presenza nella zona di reperti archeologici e/o residuati bellici. Le industrie non sono affatto convinte e il malumore cresce contestualmente all'attesa. A maggior ragione se si considera che un colosso come Pilkington attende da 15 anni che venga finalmente portata la linea ferrata in porto. Gli stessi sindacati ribadiscono che ridurre i costi di trasporto su gomma sono fondamentali in un momento di grande crisi per il settore industriale. «La realizzazione dell'ultimo miglio ferroviario è determinante. Un’opzione in più per le spedizioni», dice Emilio Di Cola della Filctem Cgil. «Il presidente della Pilkington, Graziano Marcovecchio», ricorda Di Cola, «fu il primo a chiedere nel 2009 collegamenti su rotaie dalla fabbrica di Piana San t'Angelo al porto. Dopo gli appelli fatti dalle rsu alla Regione e a Trenitalia ci furono anche sopralluoghi in fabbrica. Ora va sbloccata la situazione in porto. Facciamo funzionare il porto per poter poi organizzare la logistica», ripete il sindacalista.
Un anno fa a Punta Penna vennero eseguiti anche rilievi fonometrici preliminari ai lavori di costruzione dell’ultimo miglio ferroviario, a cura dell’Iride, l’Istituto per la ricerca e l’ingegneria dell’ecosostenibilità. Il 2024 non ha portato nulla. Il Vastese si aspetta che la Zes unica funzioni come funzionava la Zes guidata dal commissario Mauro Miccio. Il tratto ferroviario è infatti importante per il futuro dell'economia locale. Consentirà il carico e scarico intermodale delle merci dalle navi ai convogli e viceversa, senza la necessità di un ulteriore trasbordo su gomma. Nelle intenzioni, l’infrastruttura servirà non solo a velocizzare i trasporti, ma anche a ridurre il transito di camion e, di conseguenza, lo smog a ridosso della Riserva naturale di Punta Aderci, contigua al bacino portuale.
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