Preleva i soldi della moglie e la minaccia: «Ti distruggo»

Un uomo di 46 anni ossessiona al telefono la donna dalla quale si sta separando: «Se mi denunci, preparati all’inferno: io faccio quello che voglio, dillo al giudice»
CHIETI. Ha prelevato di nascosto i soldi della moglie, poi l’ha terrorizzata durante i mesi che precedevano la separazione: «Sei pronta per l’inferno?», le scriveva sul cellulare. Un uomo di 46 anni, residente ad Orsogna, rischia di finire sotto processo con le accuse di atti persecutori e indebito utilizzo di carta di credito: il sostituto procuratore della Repubblica di Chieti, Lucia Anna Campo, ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.
Stando alla ricostruzione del pubblico ministero, la donna è stata molestata dal novembre del 2018 al marzo dell’anno successivo. L’uomo non ha accettato la fine della relazione e ha cominciato a perseguitare la vittima in tutti i modi, soprattutto al telefono. I messaggi inviati alla ex contenevano non solo pesanti ingiurie, ma anche vere e proprie minacce che hanno costretto la donna a vivere «in un grave stato di ansia» e a cambiare le proprie abitudini, nel timore che l’indagato potesse passare dalle parole ai fatti. Il 46enne ha lanciato una sorta di sfida alla donna: «Denunciami o fammi arrestare», la ossessionava, «ho un po’ di rumeni pronti a scatenare l’inferno». E ancora: «Sei pronta per l’inferno? Io ti distruggo come e quando voglio, dillo al giudice».
L’indagato è finito nei guai anche per aver utilizzato «indebitamente» la carta bancoposta della donna. Gli inquirenti hanno documentato almeno tre prelievi, non autorizzati, effettuati allo sportello Postamat di Orsogna tra il 28 e il 30 ottobre del 2018. L’incubo è andato avanti finché la donna, ormai esausta, ha avuto il coraggio di denunciare tutto. E i successivi accertamenti degli investigatori hanno confermato l’attendibilità del suo racconto.
Adesso il 46enne, assistito dall’avvocato d’ufficio Antonello D’Aloisio, ha la facoltà di presentare memorie difensive, depositare documentazione relativa alle investigazioni del difensore, chiedere al pm di compiere atti d’indagine o, ancora, chiedere di essere sottoposto a interrogatorio.
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