«Premi Covid, i fondi non bastano per tutti»

La polemica sugli incentivi agli infermieri, cinque sindacati: «Accordo giusto, stop alle liti inutili»
CHIETI. «Non potevano essere premiati tutti i dipendenti sia perché sarebbe stato in contrasto con i principi espressi dal decreto del governo e dall’accordo regionale, sia per l’insufficienza del fondo messo a disposizione, ma non risponde al vero che sia stato escluso il personale sanitario e che verrà premiato quello amministrativo». Cisl-Fp, Uil-Fpl, Fials, Fsi e Usb intervengono sui premi Covid destinati al personale Asl che, con la busta paga di novembre, riceverà gli indennizzi relativi ai mesi di marzo e aprile. Si tratta di somme che vanno da un minimo di 500 euro ad un massimo di 2mila euro, in base all’accordo siglato il 23 ottobre con la Asl che ha suddiviso gli aventi diritto in tre fasce, prevedendo somme maggiori a chi sta in trincea (Malattie Infettive, Rianimazione, Pronto Soccorso).
«Si tratta di un ristoro economico a fronte della eccezionalità del lavoro svolto fattivamente per contrastare la pandemia assistendo direttamente o indirettamente, continuativamente o saltuariamente pazienti Covid positivi», affermano le cinque sigle sindacali, «arrivare all’accordo è stato un lavoro lungo, complesso e articolato perché i fondi finalizzati, messi a disposizione dall’Unione europea e dalla Regione Abruzzo, non sono stati sufficienti a premiare, come avremmo voluto, tutti coloro che hanno operato nel contrasto alla pandemia, ma siamo riusciti però ad integrare la preintesa presentata dalla Asl. D’altro canto siamo altresì certi che il mancato accordo avrebbe prodotto, quale unico risultato, la perdita dei fondi a discapito di coloro che in quei due mesi sono stati in trincea. Inoltre alcune considerazioni devono essere fatte rispetto alle informazioni tendenziose e strumentali che alcune organizzazioni sindacali fanno circolare tra i dipendenti e la stampa», proseguono i sindacati, «non comprendiamo l’atteggiamento di Nursind e Nursing Up che, fino all’ultimo incontro avuto con le sigle sindacali e all’interno della Rsu, hanno condiviso un percorso unitario legato alla rivisitazione della prima bozza di accordo proposta dalla Asl integrando servizi e unità operative che, in una prima stesura, erano state escluse. Ci preme inoltre sottolineare come l’idea di Nursind e Nursing Up, cioè quella di premiare tutti, confligga con i principi espressi dal decreto del governo e dall’accordo regionale oltre che», concludono i sindacati, «con l’insufficienza del fondo messo a disposizione».

