«Prende soldi al Comune» Ex economo condannato

21 Giugno 2014

Orsogna, dopo la sentenza penale arriva anche la stangata della Corte dei conti E’ di oltre 61 mila euro la somma da risarcire all’amministrazione danneggiata

ORSOGNA. Ha già patteggiato 1 anno e 8 mesi di reclusione per essersi impossessato dei soldi del Comune e ora arriva l’altra stangata della Corte dei conti che lo condanna a risarcire l’Erario per 61.879, 22 euro. I fatti si riferiscono all’ex economo del Comune di Orsogna, A.D.D. Secondo la sentenza che lo ha riconosciuto colpevole di peculato e falso, l’impiegato ora in pensione, che ha ammesso le sue responsabilità, pur non essendo autorizzato, riscuoteva i canoni degli immobili comunali affittati e i soldi che gli versavano i concessionari dei servizi. Una volta presi i soldi, firmava falsi bollettini postali che attestavano il pagamento. Poi per coprire il mancato introito del Comune, stornava i soldi delle mense scolastiche, dell’asilo e della Tarsu.

L’ex impiegato nella memoria difensiva ha chiesto una riduzione della somma da pagare perché affetto da una grave forma di ludopatia e anche per le sue condizioni finanziarie, (prende 1200 euro netti gravati da diverse trattenute). Ma i giudici hanno rigettato tutte le eccezioni in primis perché la malattia certificata non esclude la sua responsabilità e per quanto riguarda le difficoltà finanziarie queste possono essere eccepite in sede di esecutività della sentenza: il responsabile può chiedere all’amministrazione di pagare a rate.

I fatti vengono scoperti nel novembre 2011 quando l’agente di riscossione segnala gli ammanchi al sindaco. Sentito dal primo cittadino A.D.D. non nega. Nel gennaio 2012 gli viene certificata la malattia, ma l’amministrazione lo tiene ancora all’ufficio tributi. Questa circostanza viene inserita nella istanza difensiva dell’imputato che nell’evidenziare una cattiva organizzazione del Comune chiede che i giudici riconoscano una sorta di condivisione di responsabilità colposa con dirigente, sindaco e revisori. Inoltre l’ex economo chiede che i 50 mila euro di buonuscita, sequestrati in sede di processo penale possano costituire un sufficiente ristoro per il Comune danneggiato. Ma i giudici contabili hanno respinto le eccezioni. Per la ludopatia la certificazione del 2012 non dimostra una gravità tale da compromettere la capacità di intendere e volere dell’impiegato, tanto più che gli ammanchi sono incominciati nel 2007; per quanto riguarda la corresponsabilità degli amministratori una loro improbabile condanna non cambierebbe la situazione dell’economo in sede risarcitoria.

Infine per la buona uscita sequestrata, questa può essere versata all’amministrazione a scomputo di quanto dovuto ma non può determinare la riduzione della condanna contabile.(k.g.)

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