Prepensionamenti alla Sevel I sindacati: sono un’opportunità

1 Marzo 2023

Niente incentivi all’esodo in Fca Italy, come accadrà invece per 2mila dipendenti del gruppo Stellantis «L’azienda apra ai contratti di espansione volontari con uscite fino a un massimo di 5 anni prima» 

ATESSA. Stellantis ragionerà sull'apertura di contratti di espansione in Fca Italy (ex Sevel). La notizia è arrivata lunedì a margine della firma dell'accordo per future uscite incentivate in alcuni degli stabilimenti del gruppo in Italia (tra cui non si fa cenno alla ex Sevel), siglato da Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Aqcfr. In Fca Italy non si tratterebbe dunque di incentivi all'esodo, come accadrà per un massimo di 2mila dipendenti fino al 31 dicembre 2023 negli altri stabilimenti: quello che i sindacati hanno chiesto a Stellantis è di considerare l'avvio di pre pensionamenti, su base volontaria, all'interno di Fca Italy. Una opportunità per uscire dal mondo del lavoro fino a un massimo di 5 anni prima della pensione, in modo da garantire un ricambio generazionale all'interno dello stabilimento.
Il contratto di espansione prevede anche l'obbligo di assumere nuovi lavoratori nella misura di un terzo di quelli che hanno aderito all'uscita incentivata, e un percorso di formazione per la riqualificazione. In Fca Italy sono numerosi i dipendenti over 55. Secondo alcune indiscrezioni trapelate dal tavolo torinese di lunedì, per Atessa si sarebbe fatto un calcolo tra le 100 e le 150 persone alle soglie del pensionamento, ma la quantità di adesioni potrebbe essere anche maggiore, non ci sono limiti alla misura prevista dalla legge nazionale. Allo stesso tempo ci sarebbe la possibilità per Fca Italy di assunzioni (una per ogni tre dipendenti fuoriusciti) che non si traducono tuttavia in nuovi posti di lavoro, ma nella contrattualizzazione di parte di quei 180 dipendenti in staff leasing che da anni lavorano nella ex Sevel, non alle dirette dipendenze del gruppo, ma, appunto, tramite agenzie interinali. Una precisazione d'obbligo visto che l'era Tavares ha portato piuttosto alla ottimizzazione dei posti di lavoro tra gli stabilimenti del gruppo che non a nuovi contratti.
«Sarebbe una opportunità per preparare la fabbrica a una nuova ripartenza quando il mercato dei semiconduttori si riprenderà», considera Domenico Bologna, Fim Cisl Abruzzo e Molise, «la legge consente questa opzione e per la Sevel può essere un modo per rinnovare le energie interne. Ciò su cui piuttosto si deve ragionare seriamente è il problema dei semiconduttori e la fase, imminente se si parla di tempi industriali, della transizione energetica. Bisogna vedere anche come gestire la produzione del furgone elettrico, ma manca un tavolo regionale, una regia indispensabile e urgente in questo momento così delicato». «Il fatto che il gruppo abbia accettato di ragionare sui contratti di espansione in Val di Sangro», rimarca Nicola Manzi, Uilm Chieti-Pescara, «e che Fca Italy non sia stata contemplata tra le fabbriche dove applicare le uscite incentivate, significa che per Stellantis questo stabilimento non ha esuberi da gestire. Da qualche anno nella ex Sevel non c'è più il turn over. I picchi produttivi sono stati gestiti tramite contratti interinali e trasfertisti, da tempo si è smesso di assumere. Il contratto di espansione è una opportunità per lo stabilimento». (d.d.l.)
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