Presa la banda della gioielleria Boschetti

18 Aprile 2019

Tre in carcere, un quarto è latitante. Nel raid l’orefice colpito alla testa e al torace. Alle indagini hanno collaborato i residenti

CUPELLO . Avevano organizzato tutto senza trascurare alcun dettaglio. Non avevano fatto i conti con la videosorveglianza e la collaborazione dei cittadini. Grazie anche a loro i carabinieri della Compagnia di Vasto hanno identificato gli autori della rapina fatta lo scorso ottobre a Cupello nella gioielleria Boschetti. La banda di 4 componenti già noti alle forze dell'ordine, è di San Severo. Tre di loro, R.G., 26 anni, P.L., 46 anni e L.P.S., 23 anni, sono stati rinchiusi nel carcere di Foggia mentre un quarto complice, S.H., 29 anni, è latitante. A firmare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stato il gip Fabrizio Pasquale. L’accusa per il quartetto è partecipazione, a vario titolo e in concorso tra loro, alla rapina a mano armata del 1° ottobre 2018. Il colpo aveva fruttato un bottino di 4.000 euro di preziosi e 400 euro in contanti. P.L. il più anziano del gruppo non aveva esitato a colpire e ferire il titolare dell’oreficeria, Mario Boschetti, che aveva tentato di opporsi.
A dirigere le indagini è stato il sostituto procuratore Gabriella De Lucia. «Un valido aiuto ci è stato dato», ha detto il tenente Luca D’Ambrosio, della Compagnia carabinieri di Vasto, «dai colleghi della Compagnia di San Severo. Al termine di una delicata attività investigativa e con il supporto di immagini eloquenti sono stati in grado di ricostruire la pianificazione, l’organizzazione e l’esecuzione della rapina, nonché i tentativi di distruggere le tracce».
La banda qualche giorno prima della rapina ha noleggiato una Fiat 500 L da una ditta specializzata di San Severo. Con quella vettura i 4 hanno fatto perlustrazioni e sopralluoghi nel Vastese concentrando l’attenzione su diverse gioiellerie. Il 1° ottobre scorso hanno scelto l’obiettivo: una nota gioielleria di Cupello. Il più anziano del gruppo è entrato nel locale con il volto camuffato da un cappello e una barba posticcia. Fingendo di voler acquistare alcuni monili si è avvicinato al titolare. Non appena quest’ultimo ha aperto la cassaforte per mostrare alcuni gioielli, il rapinatore gli ha puntato contro il viso un’arma minacciandolo di morte. Il gioielliere ha reagito. P.L lo ha colpito al capo e al torace, poi ha scavalcato il bancone e lo ha immobilizzato costringendolo a terra. Il malvivente a quel punto ha fatto entrare altri due complici che, con il volto travisato, hanno arraffato i preziosi e i contanti e sono usciti. Raggiunta la Fiat 500 L di colore grigio, al volante della quale c'era un quarto complice ad attenderli, sono fuggiti percorrendo un tratto di strada contromano.
Dopo mesi di indagini, confronti e raffronti, i carabinieri hanno identificato gli autori della rapina. Grande la soddisfazione dell’ex sindaco di Cupello, Manuele Marcovecchio. «Ringrazio i carabinieri», ha detto Marcovecchio, «che hanno lavorato tanto per risolvere il caso e i cittadini che dimostrando grande senso civico hanno collaborato con gli investigatori». (p.c.)
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