Presepe vivente annullato Ora scattano le denunce

Il sindaco minaccia querele contro Teate Nostra per danno di immagine «Noi abbiamo fatto tutto il necessario, non si possono dare soldi in anticipo»
CHIETI. Finisce a denunce la vicenda del presepe vivente annullato dall’associazione Teate Nostra perché i fondi del Comune non sono arrivati in tempo. Il sindaco Umberto Di Primio sorprende tutti e decide di usare il pugno duro contro un’associazione che ha visto nascere, nel 1994, ai tempi del sindaco Nicola Cucullo, e con la quale ha sempre lavorato e ha supportato nonostante le difficoltà. Ma, arrivato al termine del suo mandato, Di Primio gira pagina e annuncia: «Alla luce delle dichiarazioni e dell’atteggiamento di Vanni Di Gregorio è intenzione dell’ente denunciare il presidente dell’associazione Teate Nostra per il danno d’immagine arrecato al municipio e all’intera comunità». Secondo il sindaco, il Comune si era messo a disposizione come sempre per far svolgere il presepe vivente il 6 gennaio e l’associazione non avrebbe dovuto pretendere il pagamento anticipato. «Attraverso l’interessamento dell’assessore Antonio Viola», dice infatti Di Primio, «l’ente si era fatto parte diligente nella co-organizzazione del tradizionale presepe vivente; l’ufficio manifestazioni, infatti, già da settimane aveva provveduto al necessario per la messa in scena della manifestazione: dal reperimento di tutti gli animali, della paglia e della legna, ai contratti per l’allaccio della fornitura dell’energia elettrica e i tecnici specializzati, alla regolamentazione del traffico e della viabilità. Un’associazione senza scopi di lucro che intende organizzare una manifestazione non può pretendere dal Comune soldi in anticipo e senza alcun documento giustificativo», sostiene il sindaco, «con il presidente, infatti, correttamente, era stato pattuito che, a seguito dell’evento, ove ci fossero state spese extra debitamente rendicontate, il Comune avrebbe rimborsato quanto dovuto e in ogni caso tali spese, in quanto straordinarie, di certo non possono rappresentare la condizione imprescindibile per lo svolgimento dell’evento in questione, fatto dai volontari delle parrocchie del territorio e pianificato nei particolari anche economici. È grave il danno d’immagine e quello materiale arrecato. È arrivato il momento di dire basta alle associazioni fantasma, alle associazioni che pretendono soldi oltre il lecito dal Comune, alle associazioni che pensano che il Comune sia una mucca da mungere».
Esprime sconcerto anche Viola che racconta di una riunione svoltasi il 18 dicembre scorso in cui sembrava tutto a posto: «Avevamo deciso una strategia condivisa che solo alcuni giorni fa è stata disattesa accampando motivazioni che non hanno ragion d’essere e mi riferisco alle spese per i figuranti e, a detta del presidente, a quella per gli artisti di strada (come se il presepe fosse uno spettacolo d’intrattenimento), figure sempre garantite volontariamente dai gruppi parrocchiali e dalle associazioni del territorio. Purtroppo il danno è fatto e a pagarne le conseguenze è la città».
E così si spezza l’ennesimo legame che il sindaco Di Primio aveva con un pezzo di città, qual è Teate Nostra, che ormai ha deciso di voltargli le spalle. (a.i.)
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