Presi con 10 chili di droga Tre giovani in manette

Cocaina purissima ed eroina nascoste in valigia in una casa di Francavilla Sul mercato dello spaccio avrebbero fruttato almeno un milione di euro
CHIETI. Una volta tagliata e messa sul mercato dello spaccio avrebbe fruttato un milione di euro, la droga sequestrata nella mattinata di ieri dai carabinieri di Chieti. L’operazione, che ha portato all’arresto di tre giovani albanesi, e al sequestro di un chilo di cocaina e nove chili di eroina, entrambe purissime, era nata come un normalissimo servizio di controllo del territorio, ma all’occhio esperto dei carabinieri del Norm della Compagnia di Chieti, non è sfuggita quella Smart ForTwo condotta da Moris Greca, 21 anni, incensurato. A seguire la macchina, a breve distanza, l’auto guidata dal cugino, Armando Greca, 25 anni, con precedenti di polizia legati agli stupefacenti.
A illustrare i particolari del sequestro, ieri pomeriggio, è stato il maggiore Federico Fazio, comandate della Compagnia carabinieri di Chieti, alla presenza del tenente Maria Di Lena, comandante del Nucleo operativo radiomobile.
Altro elemento che ai carabinieri è sembrato molto sospetto, è stato il nervosismo del più giovane dei Greca. E certo, il ragazzo aveva i suoi buoni motivi per essere agitato. Dall’accurata perquisizione condotta sulla Smart, infatti, sono saltati fuori due panetti di “neve” allo stato solido del peso complessivo di circa 900 grammi. La droga era nascosta all’interno di un vano ricavato nel cofano anteriore della piccola utilitaria, dal lato del passeggero.
Quasi un chilo di roba, in un’operazione sola, sarebbe stato già un bel colpo per i carabinieri i quali, tuttavia, intuendo che dietro il “carico” intercettato potesse esserci dell’altro, hanno esteso i controlli anche all’abitazione occupata dai tre, che si trova a Francavilla. In casa, ad attendere i due connazionali, c’era Amendea Japuaj, una ragazza di 23 anni, anch’ella incensurata, e giunta in Italia soltanto da 3-4 giorni, assieme a Moris Greca. In quella casa i carabinieri non hanno tardato a scoprire altri 18 panetti di droga, del peso complessivo di circa nove chili. Stavolta, però, si trattava di eroina, custodita all’interno di una valigia. Anche in questo caso si trattava di droga allo stato puro, ancora da mischiare alle sostanze che di solito vengono usate per il taglio, come borotalco, mannite, e a volte anche farmaci, anestetici locali e persino stricnina.
Considerato che di solito, sia la cocaina, sia l’eroina, vengono “tagliate” in rapporto di uno a quattro, la droga sequestrata alla fine avrebbe prodotto una quarantina di chili di roba da immettere sul mercato degli stupefacenti.
Tutti e tre i giovani albanesi sono stati rinchiusi nel carcere di Madonna del Freddo, su disposizione della Procura della Repubblica presso il tribunale di Chieti. Moris Greca e la compagna, in Italia da pochi giorni, erano ospiti in casa di Armando Greca, che era in Italia già da alcuni anni. Secondo gli investigatori la droga era destinata al mercato dello spaccio dell’area metropolitana di Chieti-Pescara, dove da tempo anche l’eroina ha ripreso quota, come si assiste del resto in tutt’Italia.
Il costo più “abbordabile”, rispetto alla cocaina, unita alle nuove modalità di assunzione, fanno sì che anche la diacetilmorfina stia tornando in auge, dopo essere stata soppiantata negli Anni ’80 dalla cocaina. Rispetto al passato, infatti, quando la si assumeva attraverso iniezione endovenosa o intramuscolo, oggi la nuova tendenza è quella di “sniffarla” al pari della cocaina, o fumarla. Naturalmente, i rischi sono sempre gli stessi di prima, anzi, sono amplificati, anche se gli effetti sono più lenti rispetto a quelli prodotti dall’iniezione. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Chieti sono ancora in corso. Resta ancora da capire quali siano i canali di approvvigionamento, anche se una delle ipotesi più plausibili sembrerebbe quella legata alla pista Balcanica. Così come i carabinieri sono impegnati a ricostruire la filiera dello spaccio sul territorio dell’area metropolitana.
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