Presi i ladri seriali dei negozi: le vetrine sfondate con i tombini

4 Dicembre 2022

Erano diventati l’incubo dei commercianti: in carcere un 22enne, all’obbligo di dimora la compagna Il giudice: «Sono episodi di allarmante violenza urbana che hanno creato timori sociali nei cittadini»

ORTONA. Era diventata l’incubo di negozianti e ristoratori. I carabinieri della stazione di Ortona hanno incastrato la coppia terribile che, nottetempo, assaltava le attività commerciali sfondando le vetrine a colpi di tombino: Hassan Nafi, marocchino di 22 anni residente in città, già più volte in manette per i furti con spaccata, è stato arrestato ed è finito in carcere, mentre la compagna Francesca Palestini, 19enne di Cepagatti, è ora all’obbligo di dimora.
«Si tratta di azioni dalle caratteristiche allarmanti, connotate da un preoccupante tasso di violenza urbana: particolarmente inquietante e tale da destare timori sociali nella cittadinanza è l’uso dei tombini per distruggere le vetrate e di pietre per rompere le videocamere», scrive il giudice del tribunale di Chieti Andrea Di Berardino nell’ordinanza di custodia cautelare, accogliendo le richieste del sostituto procuratore Giancarlo Ciani.
È lungo l’elenco dei raid che hanno visto protagonisti i due fidanzati, a partire da quello del 29 ottobre al ristorante “Al vecchio teatro” di corso Garibaldi, dove sono spariti 300 euro da un barattolo di vetro e sono stati provocati danni per 800 euro. Cinque giorni dopo, la coppia ha rubato 90 euro e uno smartphone nel locale “Mi faccio di brace” di via Mosca; il 5 novembre, invece, c’è stato il furto di un palmare e di 420 euro in contanti dalla cassa alla gelateria “L’oasi” di Porta Caldari. «In tutti i casi», sottolinea il giudice, «le videocamere di sorveglianza hanno ripreso nitidamente i due indagati mentre rompevano con violenza le porte di accesso ai locali, addirittura con un tombino asportato dalla strada».
«Come si può notare dalla visione delle immagini», si legge ancora nell’ordinanza, «il più attivo nel distruggere e arraffare è Nafi, ma nondimeno la partecipazione di Palestini è stata determinante non solo nel fare da palo, ma persino nel tirare calci per sfondare le porte e addirittura nello scagliare un grosso masso contro una videocamera di sorveglianza». Nafi è stato chiaramente riconosciuto dai carabinieri, considerando anche i suoi svariati precedenti e azioni analoghe compiute in centro a Pescara; la compagna, invece, è stata identificata dopo un furto di abbigliamento commesso insieme al fidanzato all’Ortona Center. Anche un ulteriore episodio è stato ricondotto al marocchino, notato da una residente – la sera del 7 ottobre – lanciare un tombino contro la porta del panificio dei fratelli Picciano, senza riuscire a romperla.
Secondo il giudice, anche alla luce dei numerosi precedenti di Nafi, è praticamente certo che il giovane possa tornare a commettere episodi analoghi, «non essendo stato dissuaso da alcun provvedimento a interrompere la sua attività delinquenziale, specialmente nell’ambito di reati contro il patrimonio anche violenti, alla ricerca di profitti criminali, a cui si dedica in via esclusiva malgrado la giovane età». Gli ultimi episodi denotano «una personalità priva di autocontrollo. L’unica misura adeguata, proporzionata e idonea a contenere la pericolosità sociale dell’indagato è la custodia in carcere». Anche Palestini, «continuando a seguire Nafi in queste scorribande, presenta un rischio di ricaduta molto alto, ma, essendo appena 19enne e incensurata, per lei appare sufficiente l’obbligo di dimora a Cepagatti». Entrambi sono difesi dall’avvocato Tullio Zampacorta.
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