Presidio anti-elettrodotto «Staremo qui a oltranza»

Prima notte davanti alla prefettura per i contrari ai tralicci sulla Villanova-Gissi Il prefetto: rischio denunce se ci si oppone fisicamente. Il Comitato: Terna ha paura
CHIETI. Il presidio anti elettrodotto davanti alla sede della prefettura prosegue ad oltranza. Antonio Di Pasquale, insieme a una decina di attivisti, ha passato la notte sotto i portici di corso Marrucino davanti al portone della prefettura. «Resteremo qui finché non ci sarà una svolta positiva», annuncia l’attivista, «per il momento siamo stati sorpresi della solidarietà ricevuta. Una coppia di Pianella è arrivata appositamente per offrirci un enorme vassoio di paste, mentre la signora Maria Di Federico, di contrada Buccieri di Cepagatti, ci ha portato un vassoio di neole. Registriamo anche tanta benevola attenzione da parte delle forze dell’ordine: non c’è agente della Digos e della Mobile che non sia arrivato a sincerarsi delle nostre condizioni e ad offrirci un caffè. Questa notte qualcuno ha urlato all’improvviso mettendoci in allarme, in quel momento passava un’auto dei carabinieri che si è subito fermata per assicurarsi che fosse tutto a posto, raccomandando di chiamare se ci fossero stati problemi, che non ci sono stati. Insomma, ci ha fatto molto piacere registrare tanta partecipazione da parte di tutti, forze dell’ordine comprese».
Il movimento anti-elettrodotto, dunque, non si ferma nonostante l’incontro di sabato con il prefetto Antonio Corona non abbia dato i risultati sperati, «lasciando inalterate tutte le serie preoccupazioni dei manifestanti». A sostenerlo in una nota è il comitato Nuovo senso civico a nome del coordinamento “No elettrodotto Villanova-Gissi”. Il risultato sperato era quello di bloccare l’iter del progetto, blocco che, ha detto il prefetto, non può avvenire. A riguardo Corona spiega di non poter intervenire «perché c’è un procedimento che produce effetti se non dichiarato illegittimo». Il massimo rappresentante dello Stato sul territorio, ha ricordato che non ci si può opporre all’iter «se non nelle forme previste dalla legge». Il prefetto ha inoltre sottolineato di aver cercato in tutti i modi di abbassare la tensione, rimarcando che «non c’è spazio per manifestazioni che vadano oltre quello che è consentito». Resta, insomma, tutto il diritto di opporsi nelle forme previste dall’ordinamento ma non quello di opporsi fisicamente alla realizzazione dell’infrastruttura, altrimenti si rischiano denunce. Corona ha comunque assunto gli impegni di riportare all’attenzione degli uffici centrali l’esito dell’incontro di sabato, di chiedere alle amministrazioni, che finora non hanno riscontri, di rispondere alle richieste fatte e, infine, di fare in modo che sulla vicenda non cali il silenzio.
Secondo il coordinamento No elettrodotto, Terna tenta di «scoraggiare la protesta» su più fronti: «Oltre che nelle modalità di immissione in possesso dei terreni per le quali sono state presentate apposite querele», si legge nella nota, «anche attraverso la recente apparizione alla Procura di Lanciano dell’avvocato Giulia Bongiorno per depositare alcune denunce e dettare pubblicamente norme di comportamento che non spettano certo ai legali di parte ma semmai, come richiesto dal Coordinamento, proprio alle autorità competenti che devono anche garantire il pacifico svolgimento delle operazioni e i diritti di tutti. Infine, è notizia di questi giorni che i compensi promessi per gli espropri sono passati dalle ridicole cifre iniziali a somme molto ingenti». Per il coordinamento, inoltre, «se fosse stato tutto in regola dall’inizio non ci sarebbero state le evidenti difficoltà che possiamo osservare da parte della società e non ci sarebbe stata, ad esempio, la denuncia del Comune di Lanciano per abuso edilizio». Il coordinamento, infine, rimarca «fiducia nei confronti di procura, polizia giudiziaria e giudici del tribunale di Lanciano» e si dice convinto che «Terna cominci ad avere timore degli abruzzesi» e che «il progetto inizi seriamente a vacillare, così come sappiamo che perfino a livello ministeriale ci sono delle serie preoccupazioni e perplessità in merito». (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

