Preso il capo della banda della Lancia Lybra

La gang era specializzata in rapine alle Poste. Dopo il colpo a Rapino fuggì con un conflitto a fuoco
RAPINO. Sarebbe un pluripregiudicato di Cerignola il capo della “banda della Lancia Lybra”, pericoloso gruppo criminale specializzato in rapine agli uffici postali, che il primo settembre del 2014 assaltò, armato fino ai denti, le Poste di Rapino.
Quattro dei rapinatori furono fermati nei giorni successivi al colpo (Matteo Mastropietro, Giuseppe De Bellonio, Giuseppe Saracino e Giuseppe Marrone, tutti di Cerignola), la presunta testa della banda, invece, è finita ieri nella rete dei carabinieri di Saltara e di Fano, in provincia di Pesaro Urbino, che erano sulle sue tracce dal febbraio di due anni fa, quando tre banditi armati di fucile a pompa, dopo aver mandato in frantumi una vetrata laterale utilizzando come “ariete” un autocarro, avevano fatto irruzione nell'ufficio postale di Lucrezia di Cartoceto, sempre in provincia di Pesaro e Urbino, impossessandosi di 20.000 euro.
Le indagini dei carabinieri si sono fin da subito concentrate su un gruppo di foggiani, arrivando così al pregiudicato di Cerignola, in provincia di Foggia, che aveva una ramificata parentela a Fossombrone (provincia di Pesare e Urbino). Tra le diverse rapine ci sarebbe anche quella tentata all'ufficio postale di Gallo di Petriano (provincia di Pesaro e Urbino). In particolare, dopo questo colpo, che non andò a segno, il capo era finito in ospedale per problemi di salute e le redini della “banda della Lancia Lybra” erano passate al nipote, che aveva subito riorganizzato il gruppo e lo aveva messo alla prova con il colpo all'ufficio postale di Rapino. In quella occasione, una pattuglia dei carabinieri era subito intervenuta e si era messa sulle tracce dell'auto in fuga. Ne era scaturito anche un conflitto a fuoco e al termine un carabiniere era stato leggermente ferito dalle schegge di vetro di un finestrino dell’auto andato in frantumi. I rapinatori si erano dati alla fuga disperdendosi separatamente per le campagne della zona. Ma il giorno seguente furono arrestati i primi tre, due giorni dopo il quarto. Gli accertamenti dell’Arma hanno consentito di collocare con assoluta certezza il capo della banda sia a Lucrezia che a Gallo di Petriano. È stato anche individuato il basista marchigiano, di Fossombrone, che è indagato per aver fornito supporto logistico alla banda. (a.i.)
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