Prestiti con interessi da capogiro: patteggiano due delle tre accusate

Due anni di reclusione per le donne che hanno consegnato i soldi a strozzo a una commerciante Ma c’è la sospensione della pena, l’avvocato della vittima: «È come se tutto fosse rimasto impunito»
LANCIANO . Condanna a due anni di reclusione e 4mila euro di multa, pena sospesa per Carmela Gargano, 40 anni; un anno e 4 mesi di reclusione, 2.300 euro di multa, pena sospesa per Laura Ciarelli, 38 anni; posizione stralciata con processo rinviato all’8 maggio per Clelia Malvone 38 anni. Tutte sono di Lanciano. Sono le decisioni, frutto di patteggiamento, prese dal giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi per tre donne accusate di usura, di aver prestato soldi a strozzo con interessi fino al 4mila% a una commerciante in difficoltà. Gargano, difesa dall’avvocato Massimiliano Baccalà ha ottenuto il patteggiamento, che prevede la riduzione della pena, con il via libera del pm Francesco Carusi a due anni di reclusione e 4mila euro di multa, pena sospesa e ritorno in libertà (era ai domiciliari). Rispondeva di usura e minacce aggravate. Secondo l’accusa, basata sulle indagini della polizia, la Gargano avrebbe prestato alla commerciante 900 euro, ma le avrebbe imposto rate di 300 euro per riavere i soldi, arrivando a 2mila euro (tasso del 208%). Ma il debito non si sarebbe chiuso, anzi, sarebbe cresciuto fino a quasi 21mila euro consegnati dalla vittima tra giugno 2021 e febbraio 2022, con un tasso usurario di oltre il 4mila%, secondo i calcoli della Finanza. E per avere i soldi Gargano avrebbe minacciato la donna, le avrebbe prospettato ritorsioni da parte di fantomatici usurai della malavita napoletana verso figli e compagno: «È gente che si prendono anche i bambini dentro alla culla», le avrebbe detto. E per ripagare i debiti con la Gargano che la commerciante si sarebbe rivolta alla Ciarelli, difesa dall’avvocato Giuseppe Pantaleone. Per l’accusa Ciarelli le avrebbe prestato 10mila euro, chiedendo la restituzione del debito in 27 rate da 600 euro (interessi del 28.8%). Sono solo tre le rate pagate dalla commerciante che i 10mila euro non li ha ricevuti. Per l’accusa di usura Ciarelli ha patteggiato un anno e 4 mesi di reclusione, 2.300 euro di multa, pena sospesa. Stralciata la posizione della Malvone, rappresentata dall’avvocato Paolo Sisti, con udienza rinviata all’8 maggio: per lei le accuse di usura, tentata estorsione e detenzione ai fini di spaccio di cocaina. La sentenza lascia l’amaro in bocca alla commerciante: «Andremo in sede civile», precisa l’avvocato della donna Daniela Giancristofaro, «è una sentenza ingiusta. Ci sono state due condanne, ma queste persone sono libere e per la mia assistita, che ha vissuto un inferno, è come se tutto fosse rimasto impunto e salgono i dubbi: davvero ci si può fidare della giustizia?».
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