Prg, il caso commissario a due ministeri

22 Febbraio 2022

ATESSA. Approda in Senato la vicenda della mancata nomina, da parte della Regione, di un commissario ad acta per l’adozione della variante al Piano regolatore generale così come richiesto dal...

ATESSA. Approda in Senato la vicenda della mancata nomina, da parte della Regione, di un commissario ad acta per l’adozione della variante al Piano regolatore generale così come richiesto dal consiglio comunale lo scorso 7 gennaio.
Sono stati i senatori Luisa Angrisani ed Elio Lannutti, entrambi del Gruppo misto, a porre la questione ai ministri dell’Interno e per gli Affari regionali e le autonomie. Nella premessa i senatori ripercorrono la vicenda ricordando che il commissario è stato richiesto «tenuto conto del possibile conflitto di interessi di alcuni consiglieri comunali, in quanto risulterebbe che avrebbero interesse a votare contro il nuovo piano, dal momento che questo potrebbe introdurre una serie di nuove limitazioni per la gestione urbanistica anche delle loro proprietà personali».
Al Dipartimento territorio e ambiente, della Regione il 24 gennaio è pervenuta una nota a firma di quattro consiglieri comunali di opposizione di Atessa, Sara Cappellone, Nicola Cicchitti, Carmine Fioriti e Vincenzo Pellegrini, con la quale è stato richiesto di non procedere alla nomina del commissario per assoluta mancanza dei presupposti di legge e in ragione di un ricorso al Tar che sarebbe stato notificato in seguito al Dipartimento. L'ufficio del Dipartimento, a quel punto, anziché nominare il commissario ad acta come previsto dalla legge, ha ritenuto opportuno sospendere ogni determinazione in merito alla procedura di nomina del commissario, in attesa di questo annunciato ricorso al Tar. «In altre parole, una lettera di "preavviso" firmata da quattro consiglieri ha prevalso su una delibera del consiglio comunale, che è ordinamento della Repubblica», affermano i due senatori che chiedono ai ministri dell'Interno e per gli Affari regionali «quali siano le loro valutazioni sulla vicenda e se non ritengano, nell'ambito delle proprie attribuzioni, di esprimere una valutazione sul contegno dei soggetti intervenuti nella vicenda».
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