Procedimento disciplinare archiviato per i due vigili

LANCIANO. Procedimento disciplinare archiviato per i due agenti di polizia municipale che avevano fermato l’auto di servizio nello stallo per disabili. L’episodio, avvenuto il 14 maggio in piazza...
LANCIANO. Procedimento disciplinare archiviato per i due agenti di polizia municipale che avevano fermato l’auto di servizio nello stallo per disabili. L’episodio, avvenuto il 14 maggio in piazza Unità d’Italia, aveva destato molto clamore per via di una foto che immortalava l’atteggiamento all’apparenza poco ortodosso dei vigili e che presto aveva fatto il giro dei social. Il comandante della polizia municipale Guglielmo Levante, sollecitato anche dal sindaco Mario Pupillo, aveva subito avviato un’indagine interna, sfociata in una segnalazione alla Commissione disciplina comunale. I due agenti, V.D.S., assistita dall’avvocato Guglielmo Flacco, e D.D.A., sono stati ascoltati ad inizio mese e hanno fornito la loro versione dei fatti. Nei giorni scorsi l’Ufficio monocratico per i procedimenti disciplinari, nella persona del segretario generale del Comune, Daniela Giancristofaro, ha deciso in merito alla vicenda: il procedimento disciplinare per i due agenti è stato archiviato. «Nel comportamento tenuto dagli operatori di polizia municipale», evidenzia l’Ufficio, «non è ravvisabile alcuna violazione delle norme del codice stradale», né di altre norme o doveri, in quanto la sosta nello stallo per disabili era da considerarsi una “fermata” con possibilità del conducente, che era a bordo e con motore acceso, di potersi spostare. Non è stato arrecato «intralcio alla circolazione, consentendo ai veicoli in coda di defluire dal parcheggio, né alcun disagio sarebbe derivato all’eventuale utente che avesse avuto la necessità di usufruire di quel parcheggio». «La mia assistita, che era alla guida», sottolinea inoltre l’avvocato Flacco, «ha obbedito agli ordini di un superiore gerarchico, in ossequio a quanto disposto all’articolo 18 del Regolamento del corpo di polizia municipale». «Neanche è imputabile alla dipendente», precisa ancora l’Ufficio, «il clamore, assolutamente eccessivo, suscitato da una foto che non racconta tutta la verità e che in pochi minuti ha fatto il giro del Web suscitando reazioni indignate che hanno sconfinato anche in aperte offese rivolte al corpo della polizia municipale».
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