Processi, discussione online solo se tutti sono d’accordo

6 Maggio 2020

Tribunale, il presidente conferma lo stop per le udienze all’interno delle aule Ma arrivano le limitazioni per i procedimenti da trattare in videoconferenza

CHIETI. Il presidente del tribunale di Chieti, Guido Campli, conferma il divieto di svolgere – «fino a nuovo ordine» – qualsiasi udienza penale e civile all’interno delle aule di palazzo di giustizia. La decisione è stata presa per contenere il rischio di contagio da coronavirus. Ma il provvedimento firmato ieri, in vista della «fase due» dell’emergenza che – per la giustizia – inizierà dal 12 maggio, contiene alcune novità riguardanti le udienze in videoconferenza: è l’effetto del via libera al nuovo decreto legge arrivato lo scorso 30 aprile.
Il processo da remoto potrà essere applicato alle udienze di discussione finale solo se ci sarà il consenso di tutte le parti in causa. Per il resto, sono state ribadite le decisioni contenute nell’ultima comunicazione. Scendendo nel dettaglio, quanto al settore penale, i giudici monocratici e i presidenti dei collegi rinvieranno «tutti i procedimenti per i quali non potrà tenersi l’udienza ricadente nel periodo 12 maggio 2020-31 luglio 2020». Slitteranno tutti quei processi per i quali «ricorre la prima udienza con attuale possibilità per la persona offesa non rappresentata di costituirsi parte civile». Verranno rinviati anche i procedimenti in cui «occorre procedere all’assunzione di prove dichiarative di qualunque specie». Stop pure ai processi «a carico di un numero di imputati superiore a quattro», perché è stata valutata «particolarmente impegnativa e difficilmente gestibile una udienza da remoto con un tal numero di soggetti interessati». Il resto delle udienze potranno tenersi in videoconferenza. Ma, con il nuovo decreto legge, è stata notevolmente ridotta la possibilità di procedere da remoto in materia penale. Per fare esempi concreti, oltre che per la convalida di arresti e fermi, le udienze potranno svolgersi certamente online solo per conferire un incarico a un perito, i patteggiamenti, le oblazioni, le messe alla prova, gli incidenti di esecuzione e le misure di prevenzione.
La scelta di bloccare «qualsivoglia attività in praesentia» è legata ai limiti strutturali degli immobili che ospitano gli uffici del Circondario di Chieti: la sede centrale del tribunale si trova in un palazzo del Settecento, ristrutturato senza incidere sulla sua architettura, mentre l’ufficio del giudice del pace è confinato in un palazzo condominiale. Limiti strutturali che, secondo il presidente del tribunale, non consentono di rispettare tutte le misure finalizzate a contenere il rischio di contagio da Covid. In ogni caso, è già cominciato «lo studio di soluzioni che rendano fattibile la possibilità di riaprire alle udienze in praesentia, sebbene rigorosamente a porte chiuse».
L’Ordine degli avvocati aveva già espresso contrarietà alla trattazione di tutti i processi da remoto escludendo le udienze in aula sia nel civile che nel penale. (cr.ch.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.