Processi ridotti e poco personale: «Senza aiuto, il tribunale chiude»

Il senatore Sigismondi visita la struttura: organico decimato, ho chiesto un incontro al ministro Nordio In un anno conclusi 132 procedimenti in meno, l’esponente di Fdi: «Deve muoversi anche la Regione»
LANCIANO. «Far riaprire le piante organiche, altrimenti le proroghe saranno inutili e il tribunale, di fatto, chiuderà». È la richiesta fatta al neo senatore Etel Sigismondi (FdI) dal presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati Silvana Vassalli, dal presidente del tribunale Riccardo Audino e dalla procuratrice capo Mirvana Di Serio. I tre sono stati ascoltati ieri nella visita al palazzo di giustizia frentano fatta da Sigismondi, da subito al lavoro per la salvezza dei tribunali “minori”, anche con il sindaco Filippo Paolini, l’assessore Paolo Bomba e il responsabile regionale del Dipartimento Giustizia di Fratelli d’Italia, Luigi Comini. E che sia in sofferenza il tribunale, per carenza di personale oltre che per il Covid, lo dimostrano i numeri: sono stati definiti 132 processi in meno rispetto al 2021 nonostante siano diminuite le notizie di reato del 3,36%.
LA CHIUSURA DI FATTO
«La richiesta che viene dal tribunale di Lanciano, come da quelli di Avezzano, Sulmona e Vasto, è di riaprire le piante organiche ormai ridotte all’osso: la porterò all’attenzione del ministro della giustizia Carlo Nordio a cui ho chiesto un incontro». Così Etel Sigismondi al termine della lunga riunione per fare un punto della situazione sul presidio destinato alla chiusura il 31 dicembre 2023. «Una situazione complessa», riprende Sigismondi, «che vede le concessioni di proroghe non accompagnate dalla riapertura delle piante organiche, che sta mandando in tilt i tribunali che sono senza personale amministrativo. Così si va verso la “chiusura di fatto” dei presidi. Chieti? Attualmente non ha le strutture per accogliere i tribunali di Lanciano e Vasto».
E prima dell’incontro con Nordio Sigismondi, con il presidente Marco Marsilio, intende riaprire il tavolo tecnico sui tribunali per trovare una soluzione definitiva da portare a Roma, oltre quella già fatta dalla Regione di accollarsi i costi dei 4 presidi. «Ma le soluzioni non sono state prodotte in questi 10 mesi dalla concessione dell’ennesima proroga», dice Vassalli che da anni segue la vicenda della soppressione dei tribunali chiedendo impegni concreti per Lanciano che abbraccia un territorio con 41 comuni, l’area industriale della Val Di Sangro e ha un carcere di massima sicurezza. «Le proroghe non servono senza la riapertura delle piante organiche del personale amministrativo», riprende la presidente. «In procura ci sono 5 dipendenti sui 15 necessari, a gennaio andranno via 3 cancellieri storici: il 2 gennaio 2024 avremo una scatola vuota. Le soluzioni? Si spera di salvarsi in 4, ma credo che al massimo si potranno salvare due presidi e allora dobbiamo essere pronti, e lo siamo, ad accorparci con Vasto dove ad esempio il presidente del tribunale non verrà rimpiazzato».
I NUMERI
E sono i numeri inviati dalla Procura alla Corte di Appello dell’Aquila sull’andamento dell’attività giudiziaria a far capire che manca il personale. Sono scesi i procedimenti conclusi nell'anno (che va dal 1.7.2021 al 30.06.2022) a 1.646 da 1.778. Ben 132 procedimenti in meno nonostante siano diminuite le notizie di reato del 3,36%. Sono aumentati poi i procedimenti penali pendenti, da 1.227 a 1.280 (+ 4,2%). Ci sono stati anche meno processi iscritti: 1.699 rispetto ai 1.758 del 2021. Sono poi aumentate le richieste di proroga alle indagini (304) e le richieste di archiviazione del gip passate da 710 a 900. Il dato più triste è l’aumento dei reati di maltrattamento e stalking saliti da 92 a 108. Numeri ottenuti con meno della metà dei dipendenti necessari in servizio.

