Processione del Venerdì Santo: torna il pubblico in centro storico

La decisione del vescovo Forte dopo i pareri favorevoli del prefetto Forgione e del questore Gargano «Le presenze saranno contingentate e bisognerà fare massima attenzione alle misure di sicurezza»
CHIETI. Ora è ufficiale: dopo due anni di pandemia che hanno dato lo stop alla Processione del venerdì santo, quest’anno l’antico rito potrà tornare a essere celebrato in forma tradizionale. Lo annuncia l’arcivescovo Bruno Forte: «Ho disposto», dice, «che la processione del prossimo venerdì santo 15 aprile si tenga a Chieti secondo la tradizione, osservando le misure prudenziali che paiono ancora opportune». Negli ultimi due anni, infatti, la Processione è stata celebrata in solitaria dall’arcivescovo Bruno Forte. Nel 2020, lungo un percorso drasticamente accorciato che comprendeva in pratica solo corso Marrucino, l’arcivescovo, imbracciata la croce, l’ha portata da solo. Nel 2021 monsignor Forte è stato accompagnato da una piccola delegazione dell’arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti. Il prossimo 15 aprile la Processione, invece, dovrebbe tornare alla formula di sempre, con il corteo degli incappucciati, i musicisti e i cantori. Compresa la folla ai lati della strada, magari, però, si deciderà di contingentarne le presenze, sempre a causa della pandemia.
L’ANNUNCIO DEL VESCOVO
«La processione del Cristo morto si svolge da secoli a Chieti il venerdì santo», ha detto monsignor Forte, «accompagnata dallo struggente canto del Miserere. Si tratta di un evento di intensa pietà popolare, che invita a meditare sulla sofferenza di Dio per amore degli uomini e invita a far compagnia al dolore divino per la salvezza di tutti, ravvivando la nostra fede e stimolandoci all’esercizio generoso della carità verso i più fragili e bisognosi». Forte dice di aver avuto «il parere favorevole delle autorità provinciali di pubblica sicurezza, il prefetto Armando Forgione e il questore Annino Gargano, oltre che del sindaco di Chieti e del governo dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti. Sarà questa l’occasione di presentare a Dio le tante sofferenze patite dalla nostra gente a causa della pandemia, di pregare per le vittime di essa e di intercedere per la salvaguardia della salute di tutti».
PIAZZA SAN GIUSTINO
Al di là della pandemia, c’è anche un altro problema per la Processione teatina: quello di piazza San Giustino che è ancora un cantiere. Per quanto riguarda questo aspetto, si sta muovendo il sindaco Diego Ferrara che ha chiamato i tecnici per studiare la possibilità di attraversarlo in sicurezza. La Processione, infatti, tradizionalmente esce all’imbrunire dalla cattedrale. L’idea per attraversare i lavori in corso è quello di realizzare una passerella sopra la piazza per permetterne l’attraversamento in condizioni di sicurezza. «Faremo di tutto», ha detto il sindaco, «per far tornare la Processione e siamo molto contenti che finalmente possa tornare dopo due anni di stop». Soddisfazione viene espressa anche dal governatore dell’arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti Giampiero Perrotti: «Siamo molto soddisfatti, sebbene sappiamo che bisognerà tenere il massimo delle misure di sicurezza anti-Covid, certamente ci saranno problemi di contingentamento delle presenze lungo il tragitto. Non siamo ancora usciti dal Covid, ma ci sono le condizioni per far tornare la Processione nella sua formula tradizionale».
LE ALTRE PROCESSIONI
Monsignor Forte ha parlato anche delle altre processioni che si svolgono sul territorio diocesano: «Saranno permesse», ha detto l’arcivescovo, «a condizione che i responsabili garantiscano per il loro svolgimento l’osservanza delle opportune misure di prevenzione anti Covid e facciano rispettare i provvedimenti di viabilità, ordine e sicurezza pubblica adottati dalle autorità competenti. Naturalmente», ha concluso, «l’autorizzazione alle processioni si intende concessa solo da quando la nostra Regione tornerà in “zona bianca” o comunque dopo il 31 marzo quando è fissato la fine dello stato di emergenza».
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