Processione del Venerdì Santo Ferrara: apro piazza San Giustino

Il sindaco annuncia: «Rimarrà transennata solo una piccola porzione davanti al palazzo di giustizia» E ieri incontro in questura: si lavora per il piano di sicurezza, sarà fissato un limite per le presenze
CHIETI. «Nel giorno della Processione del Venerdì Santo aprirà quasi tutta piazza San Giustino: rimarrà transennata solo una piccola porzione davanti al tribunale». Ad annunciarlo è il sindaco Diego Ferrara, al termine di un primo incontro con il questore Francesco De Cicco e Giulio Obletter, il governatore dell’arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, custode dell’appuntamento che, più di ogni altro, è orgoglio, vanto, tradizione e simbolo di un’intera città. Nel giro di qualche giorno, gli organizzatori dovranno presentare il piano per la sicurezza che sarà poi analizzato, verosimilmente durante la prossima settimana, dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Mario Della Cioppa.
LE MISURE DI SICUREZZA
A partire dal 2019, infatti, anche la processione più antica d’Italia – risalente all’anno 842 e ammirata dai grandi della cultura – si è dovuta adattare alle regole sulla sicurezza delle manifestazioni pubbliche imposte dal ministero dell’Interno. Lo scorso anno – dopo due edizioni in cui l’arcivescovo Bruno Forte, a causa del Covid, ha portato la croce in solitaria – la processione è tornata a essere aperta al pubblico con l’istituzione di 22 varchi in centro storico e l’accesso limitato a 14mila persone; un tetto massimo che non ha creato alcun problema, considerando che le presenze sono state 11mila. Probabilmente anche quest’anno saranno adottate le stesse misure. Fermo restando che il numero di partecipanti potrebbe essere rivisto leggermente al rialzo, considerando che lo scorso anno piazza San Giustino era chiusa.
PARLA IL SINDACO
«La Processione del Venerdì Santo», dice il sindaco Ferrara, «è un evento storico a cui tutti i cittadini sono legati, al di là dell’importante aspetto religioso, per la sua fortissima valenza identitaria: come amministrazione comunale, stiamo tentando di farla riconoscere come patrimonio immateriale dell’Unesco (l’organizzazione delle Nazioni unite per l’educazione, la scienza e la cultura, ndr)».
LA RIUNIONE
«Ci siamo confrontati con il questore De Cicco e il governatore Obletter», prosegue il primo cittadino, «per trovare una soluzione per un piano che contempli la possibilità di far godere lo spettacolo a tutti i cittadini in perfetta sicurezza e che, possibilmente, allenti le stringenti misure che ci sono state lo scorso anno, naturalmente sempre nel rispetto delle disposizioni adottate dopo i fatti di Torino del 2017. Siamo fiduciosi sul fatto che le esigenze della città e quelle delle istituzioni cui spetta garantire l’ordine pubblico trovino un punto di incontro. Tra venerdì e sabato, incontreremo l’ingegnere Maurizio Cantatore, che anche quest’anno si occuperà del piano di sicurezza; il documento sarà poi analizzato durante un tavolo in prefettura».
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