Processione, vie di fuga e ambulanze al corteo

La manifestazione più antica d’Italia deve sottostare alle regole sulla sicurezza Presentato il piano per l’ordine pubblico: lunedì la risposta di questore e prefetto
CHIETI. Anche la processione del Venerdì santo, la più antica d’Italia, deve piegarsi alle regole sulla sicurezza delle manifestazioni pubbliche imposte dal ministero dell’Interno. Niente sconti al corteo che resiste da oltre mille anni e che ha stregato i grandi della cultura: l’arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, guidata dal governatore Giampiero Perrotti, è stata costretta a mettere nero su bianco un piano per la sicurezza. E lunedì si saprà se il piano, stilato dall’ingegnere Maurizio Cantatore di Chieti, risponde alle direttive. Ancora due giorni di attesa e poi la parola passerà al questore Ruggiero Borzacchiello e al prefetto Giacomo Barbato: senza il rispetto dei requisiti di sicurezza, la processione che richiama oltre 30mila spettatori nel centro cittadino potrebbe saltare. È soltanto un’ipotesi ma potrebbe succedere. Di certo c’è che l’arciconfraternita ha fatto di tutto per accogliere le richieste della questura e della prefettura ma è anche vero che i nodi irrisolti della sicurezza teatina si presentano già da piazza San Giustino, al di sotto della scalinata che sarà percorsa dagli incappucciati con le statue del Cristo morto, della Madonna, lo stendardo nero e i 7 simboli della Passione: la piazza è ancora circondata dalle recinzioni per i saggi archeologici eseguiti il 13 agosto dell’anno scorso. Otto mesi non sono bastati per rimettere un velo di asfalto sulla piazza principale e, adesso, anche il corteo simbolo della città si ritrova a rischio.
Ma la piazza ridotta a brandelli non è l’unico problema da aggirare: questura e prefettura hanno richiesto l’installazione di un posto medico in piazza Vico, ambulanze schierate lungo il percorso con medici pronti a intervenire in caso di necessità, volontari della Protezione civile a presidiare i varchi. E non è ancora tutto: un altro nodo riguarda l’obbligo di garantire vie di fuga. E per un corteo che si muove anche nei vicoli è difficile.
Intanto, arriva la protesta dei 350 cantori e musicisti del coro del Miserere per una strage di multe: «Durante le prove nella chiesa di Mater Domini giovedì tra le 19 e le 20», racconta Massimo Iezzi, che suona il sax, «le nostre auto sono state multate per divieto di sosta. Noi ci impegniamo per la città e questa è la ricompensa: 28 euro da pagare entro 5 giorni».

