Profughi, scatta la mobilitazione: gli aiuti con una raccolta fondi

La Caritas apre un conto corrente postale e bancario per assistere il popolo in fuga dal conflitto Il direttore: «Ci siamo subito attivati». E il Marrucino si illumina con i colori della bandiera ucraina
CHIETI . «Ci siamo mossi subito: venerdì scorso è arrivato l’appello della Caritas nazionale e noi lunedì abbiamo già avviato la raccolta fondi». Don Luca Corazzari, direttore della Caritas diocesana di Chieti Vasto ha mobilitato la struttura per far fronte all’emergenza Ucraina. Sono stati aperti un conto corrente postale e uno bancario dove poter effettuare le donazioni per sostenere il popolo ucraino. Per chi volesse farlo, è disponibile il conto corrente postale numero 72479645 (scrivendo sul bollettino come causale “Ucraina”) intestato all’Arcidiocesi di Chieti-Vasto, Piazza Valignani 4, 66100 Chieti. Oppure può effettuare un bonifico bancario (indicando come causale: “Ucraina”) tramite: BCC Abruzzi e Molise, Iban IT 15 I 08968 15500 000100310283 sempre intestato all’Arcidiocesi di Chieti-Vasto. «In questi giorni», continua don Luca, «siamo tutti addolorati e fortemente preoccupati per la situazione drammatica che l’Ucraina e i suoi cittadini stanno vivendo. Caritas Italiana sta ricevendo dalla Caritas Ucraina, e da quelle europee, richieste di aiuto e solidarietà verso l’enorme numero di profughi che sta cercando di lasciare le proprie città e le proprie case per trovare riparo in altre zone dell’Ucraina e dei Paesi confinanti. Raccogliendo l’invito del nostro arcivescovo monsignor Bruno Forte non solo a pregare per quanti stanno soffrendo in questo momento e per tutti coloro che hanno nelle proprie mani il potere di ristabilire la pace, ma anche ad attivarci a favore di un sostegno concreto, la Caritas diocesana ha avviato questa raccolta fondi».
Monsignor Forte, accogliendo l’appello di Papa Francesco a pregare e ad attivare la solidarietà a sostegno dell’Ucraina, ha anche scritto una preghiera per la pace, invocando San Michele Arcangelo, la cui statua svetta in piazza Maidan a Kiev, e tutti i santi patroni dell’Ucraina. La Caritas diocesana ha già scritto ai parroci e ai rappresentanti delle aggregazioni ecclesiali per chiamare a raccolta tutte le forze. Il ricavato della raccolta fondi sarà inviato alla Caritas nazionale che a sua volta manderà tutto alle Caritas europee più vicine all’Ucraina che in questi primi giorni si stanno occupando dell’accoglienza dei profughi. Ieri pomeriggio c’è stato un vertice on line di tutte le Caritas italiane, giovedì ce ne sarà un altro: «Dobbiamo organizzarci bene per non commettere errori», spiega don Luca, «la fretta e la confusione del momento potrebbero fuorviarci e le nostre donazioni potrebbero non arrivare a destinazione». Nel frattempo la solidarietà corre anche in città e la facciata del teatro Marrucino si illumina con i colori della bandiera ucraina, il giallo e il blu, diventando il simbolo contro la guerra.
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