Progetto bloccato dal ministero: il mega deposito gpl non si farà

Il parere definitivo del Mise dice no: «Impossibilità al rilascio della concessione demaniale» Castiglione: un successo per tutta la comunità. I parlamentari M5S: difesa la volontà dei cittadini
ORTONA . Il ministero dello Sviluppo economico nega l’autorizzazione alla costruzione del deposito gpl di Ortona. Dopo anni di battaglie, raccolte di osservazioni, manifestazioni di protesta, c’è stata ieri mattina la conferenza dei servizi finale che ha dato lo stop definitivo al progetto della Seastock, la società che riconduce al gruppo Walter Tosto. Al direttore generale del ministero sono state affidate le conclusioni: «Tenuto conto delle posizioni prevalenti espresse, si ritiene di concludere negativamente i lavori della conferenza dei servizi in quanto gli atti di dissenso espressi nell’ambito del procedimento non sono superabili e, in particolare, tra l’altro, l’attuale impossibilità del rilascio della concessione demaniale, che comporta la non disponibilità delle aree oggetto dell’iniziativa proposta». Ed allora «si procederà ad adottare la determinazione conclusiva del procedimento per il diniego dell’autorizzazione alla realizzazione del deposito costiero di gpl nell’area portuale di Ortona».
Questo è l’atto finale che concede comunque alla società proponente di presentare in futuro una ipotetica nuova istanza per un progetto completo che tenga conto delle determinazioni emerse nell’attuale procedimento. Il sindaco Leo Castiglione, nel corso del suo intervento, aveva ribadito il secco e deciso parere contrario del Comune di Ortona e di gran parte della città. «Questo è un successo di tutti gli ortonesi che si sono impegnati in questi anni contro la realizzazione del progetto», è stato il suo commento al termine dell’incontro in videoconferenza. «Insieme abbiamo scongiurato un impianto pericoloso non solo per le attività del porto ma per l’intera città. Un ringraziamento particolare ai rappresentanti del M5S locale e regionale, alle associazioni di tutela ambientale, e il mio pensiero corre a Fabrizia Arduini che sicuramente sta esultando, e ai tanti ragazzi e cittadini che hanno combattuto insieme a noi».
Grande soddisfazione anche dal Movimento 5 Stelle: «Ci eravamo impegnati a contrastare questo progetto sin dall’inizio ed abbiamo mantenuto la promessa», ha dichiarato l’onorevole Daniela Torto. «Tutto questo è stato possibile grazie alla sinergia tra il gruppo locale di attivisti del M5S di Ortona che ringrazio per l’impegno professato in questi anni, alle associazioni e comitati, alla cittadinanza di Ortona e all’amministrazione comunale che ha difeso la volontà dei cittadini. Nelle scorse settimane mi ero impegnata a dare impulso per portare a conclusione questa vicenda. Infatti avevo sottolineato che c’erano aspetti da approfondire sull’iter autorizzatorio perché era trascorso davvero troppo tempo dall’ultimo passaggio amministrativo e l’inerzia degli uffici che hanno in mano il procedimento non poteva essere accettabile». Tra i pentastellati le fanno eco la deputata Carmela Grippa e Andrea Colletti: «Abbiamo sempre tenuto alta l’attenzione su questo tema in diretta interlocuzione con il Mise e con il ministro Stefano Patuanelli ed il sottosegretario Stefano Buffagni che ringraziamo per aver dato ascolto alle nostre richieste di bloccare l’opera. È la fine naturale di un progetto che non voleva nessuno e siamo felici dell’esito del procedimento. Adesso è l’ora di rilanciare l’attività del porto e l’attrattività dell’Abruzzo anche mediante le risorse del Recovery Plan». La capogruppo dei 5 Stelle in Regione, Sara Marcozzi, ha aggiunto: «Non posso che esprimere la mia personale soddisfazione per questa decisione, e mi auguro che diventi uno stimolo per dare nuove prospettive di crescita per la città di Ortona. Mai come oggi i cittadini dell’Abruzzo meritano la realizzazione di progetti sostenibili, che possano sposarsi pienamente con le peculiari caratteristiche del territorio, dando un nuovo slancio a tutto il nostro tessuto economico. Questa decisione è il primo passo nella direzione giusta».
Infine il deputato di Italia Viva Camillo D’Alessandro: «La banchina del porto ha natura promiscua che rende incompatibili il contemporaneo svolgimento di attività diverse. Ora che è risolto il problema chiedo: quando la Regione restituirà i 37 milioni tagliati allo scalo dall’amministrazione Marsilio?».

