Progetto cuore, screening su 500 militari Studio dell’Arma con Comune e università

CHIETI. Circa 500 carabinieri sottoposti a screening per ridurre il rischio cardiovascolare. Sono stati presentati i risultati del “Progetto Cuore”, la campagna di sensibilizzazione alla prevenzione...
CHIETI. Circa 500 carabinieri sottoposti a screening per ridurre il rischio cardiovascolare. Sono stati presentati i risultati del “Progetto Cuore”, la campagna di sensibilizzazione alla prevenzione sanitaria che il comando dell’Arma ha fortemente voluto e al quale hanno preso parte attiva l’Istituto di cardiologia dell’università d’Annunzio e il Comune di Chieti. Il seminario, aperto dal generale Michele Sirimarco, comandante della Legione carabinieri, ha visto la partecipazione del sindaco Umberto Di Primio, del rettore Sergio Caputi, del cardiochirurgo Gabriele Di Giammarco, di Raffaele De Caterina (nella foto) dell’Istituto di cardiologia dell’UdA, Pietro Falco dell’Istituto di medicina legale, ufficiali comandanti dei reparti di Abruzzo e Molise. Il “Progetto Cuore” ha l’obiettivo primario «di diffondere la cultura della prevenzione a tutto tondo, a partire da quella sanitaria». Al progetto, coordinato dal dirigente del servizio sanitario legionale dell’Arma, tenente colonnello Salvatore Falvo, ha aderito l’Istituto di cardiologia dell’UdA e, in particolare il professor De Caterina, che con alcuni collaboratori sta conducendo lo studio “Demos” per stabilire un programma di riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare. Sottoponendo a screening circa 500 militari dell’Arma, sono stati individuati, in forma anonima, diversi fattori di rischio. Al progetto ha contribuito il Comune di Chieti che, grazie ad una forma di “permuta” concordata con il sindaco Di Primio, ha permesso di finanziare il progetto in cambio della prestazione medica del Servizio Sanitario dei carabinieri che ha effettuato le visite mediche in favore del personale della polizia municipale teatina finalizzate al rilascio del porto d’armi. Con i fondi così devoluti è stato possibile equipaggiare il Poliambulatorio mobile dell’Arma e pagare le prestazioni mediche e le analisi di laboratorio in favore del personale interessato al progetto di prevenzione.

