Progetto Lanciano scarica l’assessore Di Naccio

Il delegato ai lavori pubblici sfiduciato dal gruppo del vice sindaco Valente: «Perché ho sostenuto Pupillo e non lui». La decisione ora al primo cittadino
LANCIANO. Progetto Lanciano scarica l’assessore Antonio Di Naccio e chiede al sindaco Mario Pupillo di revocare immediatamente il suo incarico. Alla base della decisione, sostenuta dal vice sindaco e coordinatore del movimento civico, Pino Valente, assieme al capogruppo Giacinto Verna e al consigliere Michele Ucci, ci sarebbe l’interruzione del «rapporto fiduciario» con il delegato ai lavori pubblici della giunta Pupillo. «Il signor Di Naccio», si legge nella lettera del 12 gennaio, protocollata giovedì scorso, «non rappresenta più a nessun titolo il nostro gruppo consiliare».
Un fulmine a ciel sereno alla vigilia delle elezioni amministrative che, però, non era poi così imprevedibile. Da tempo l’assessore appariva isolato dal suo gruppo e all’interno della stessa maggioranza. Il suo “peccato originale”, così come aveva riportato anche il Centro nei giorni scorsi, è stato il fatto di non sostenere apertamente la candidatura solitaria a sindaco del leader di Pl, Pino Valente. Interpellato nelle scorse settimane sulle ragioni di opportunità di una eventuale discesa in campo del vice sindaco, Di Naccio aveva candidamente ammesso che non avrebbe sostenuto quella scelta preferendo, invece, appoggiare il sindaco Pupillo per portare a termine il lavoro svolto in cinque anni da assessore ai lavori pubblici.
«È un atto arrogante e di prepotenza», commenta l’atto disfiducia Di Naccio, «l’ennesimo gesto scellerato, peraltro alla vigilia delle amministrative, di questo signore che mette in bilico tutta un’attività seria di lavoro ed espone ancora una volta l’amministrazione a ripercussioni negative». Per Di Naccio, che ufficialmente non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione ed è venuto a conoscenza del disegno di sfiducia del suo gruppo per vie indirette, si tratta di «un ricatto bello e buono». «Nel momento in cui ho detto la mia sono stato isolato - prosegue l'assessore - a dimostrazione di un metodo e di un modo di fare che in questi anni ha portato all'allontanamento anche di altre persone. Ho semplicemente assunto una posizione, in un confronto che ritenevo libero e democratico e che invece si è rivelato una vera e propria epurazione. Da due mesi il vice sindaco non mi saluta più, non vengo invitato alle riunioni del gruppo, non ho avuto più alcun confronto. Anche il documento non è stato preceduto da un iter rispettoso».
A Di Naccio si rimprovererebbe anche uno scivolone nell’aver messo la firma, mesi fa, come progettista per un lavoro privato, una situazione che aveva messo in imbarazzo l’amministrazione. «Ho risolto quella questione», spiega, «ero pronto a rassegnare le dimissioni già da ottobre. Non è stata quella la molla che ha fatto scattare il mio isolamento, ma la mia recente presa di posizione». Di Naccio dichiara di voler restare al suo posto che, secondo voci di corridoio, a questo punto potrebbe spettare allo stesso Valente o ad Alberto Paone, già indicato da Pl per la presidenza delle Farmacie comunali (poi assegnato a Fausto D’Addario e, più di recente, a Camillo Colaiocco, in quota Pd). «Mi rimetto alla decisione del sindaco che, spero, sia razionale e giusta per il bene della città e dell’amministrazione», conclude Di Naccio, «resto fermo al mio posto, non mi faccio mettere alla porta così, ma prenderò atto della scelta del sindaco e farò le mie valutazioni. Saranno poi i cittadini a giudicare il mio operato che è ben nutrito: ho lavorato cinque anni e ho prodotto. C’è chi invece sfrutta il lavoro degli altri facendone un proprio baluardo sui social network».
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