Progetto Meccanica salva, mobilità ritirata

18 Maggio 2015

Dopo la cessazione di attività la Honda comunica di voler continuare a rifornirsi dall’azienda di Casoli

CASOLI. Da una procedura di mobilità collettiva già avviata per cessazione di attività a una prospettiva di due anni e mezzo di lavoro. É la piccola parabola, flebilmente positiva, di Progetto Meccanica, ex Verlicchi, fabbrica che produce telai e forcelle per gli scooter Sh 125 e 150 della Honda. L'azienda, passata negli anni da oltre 60 operai a circa 30, da tempo vive una situazione di grave incertezza. Lo scorso inverno gli operai solo scesi in sciopero davanti allo stabilimento dell'area industriale di Casoli per denunciare una situazione che ormai si trascinava soltanto attraverso i contratti di solidarietà avendo esaurito tutte le ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Lo stabilimento, secondo le previsioni delle maestranze, avrebbe potuto sopravvivere al massimo entro l'ottobre del 2015, mese in cui scade l’ultimo contratto con Honda firmato quando era ancora vicepresidente Silvio Di Lorenzo. Le commesse diminuivano sempre più e da Honda non stavano arrivando le attese conferme di pezzi da produrre. In passato l'azienda aveva addirittura parlato di "mobbing industriale" essendo Progetto Meccanica, secondo quanto asserito dai titolari, tenuta al di fuori anche delle trattative di Honda per l'ordinazione dei vari volumi produttivi. La direzione aziendale aveva quindi deciso di staccare la spina. La procedura di mobilità per cessazione delle attività di Progetto Meccanica era già stata aperta. A questo punto è intervenuta Honda che, informalmente, ma anche attraverso lettere spedite ai sindacati, all'associazione industriali e alla Provincia, ha manifestato non solo la volontà di continuare a rifornirsi da Progetto Meccanica, ma anche di affidare all'azienda casolana anche i pezzi necessari per il restyling dello scooter Sh, sia per il modello 125 che per il 150, concorrendo con tutti gli altri fornitori. Una piccola boccata d'ossigeno quindi che ha portato l'azienda a ritirare la procedura di mobilità e a sperare nel futuro. «Grazie anche al lavoro svolto dal sindacato», commenta Achille Di Sciullo, della segreteria provinciale Uilm, «abbiamo evitato per il momento la chiusura dello stabilimento e che trenta persone venissero licenziate. Ma bisogna anche pensare al futuro e chiedere a Progetto Meccanica di portare nello stabilimento anche altre lavorazioni, di diversificarsi e di non essere soltanto monocliente Honda». «Il ritiro della mobilità è un fatto estremamente positivo», interviene Davide Labbrozzi, segretario provinciale Fiom, «e oggi si può usufruire di un tempo sufficientemente lungo per ragionare e progettare integrazioni ai prodotti che si realizzano già nello stabilimento. Progetto Meccanica, ex Verlicchi, ha una tradizione industriale forte, importante e nobile. É fondamentale pensare fin da ora al futuro di questo stabilimento».

Daria De Laurentiis

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