Pronti a sborsare 500 euro per sposarsi sul Turchino

6 Aprile 2017

A San Vito il Comune stabilisce le tariffe: costa meno organizzare eventi culturarli

SAN VITO. Apre ai matrimoni il trabocco del Turchino. La macchina pescatoria dopo mille traversie, il crollo, nella notte tra il 26 e il 27 luglio 2014 e la faticosa, e onerosa (185.000 euro) ricostruzione ultimata l’anno scorso, può essere utilizzata, dietro pagamento di 500 euro, per la celebrazione dei matrimoni. Così i novelli sposi possono pronunciare il fatidico sì in un posto da sogno, scambiarsi amore eterno dove mare e cielo si confondono e brindare - solo un brindisi, nessun banchetto- sul mare. A dare il via libera ai matrimoni il consiglio comunale che nei giorni scorsi ha approvato la modifica regolamento comunale per la celebrazione dei matrimoni civili. «La delibera sull’uso del trabocco Turchino è stata fatta lo scorso anno, quando è stato riaperto» spiega l’assessore al turismo e all’ambiente Luigi Comini, «ora il consiglio ha modificato il regolamento e assimilato il trabocco a sede comunale per la celebrazione dei matrimoni. Si aggiunge di fatto alla sala di Rappresentanza al primo piano del Palazzo Comunale in Largo Altobelli e alla delegazione di Sant’Apollinare in via Chieti». Per sposarsi sul “ragno colossale” fatto ora di legno di acacia, pino e larice, sulla macchina che colpì D’Annunzio nel suo soggiorno sanvitese e che descrisse nel “Trionfo della morte” bisogna sborsare 500 euro, dopo la presentazione della domanda in Comune. E ci si aspettano diverse domande visto che già all’inaugurazione, nel giugno scorso, c’era chi chiedeva al Comune se si potevano celebrare le nozze sul trabocco. Costa meno utilizzare la macchina da pesca per conferenze e convegni, manifestazioni culturali, artistiche, scientifiche, educative e attività didattiche. Costi diversi in base anche al fatto se l’affitto è giornaliero, mattutino o serale. Conferenze e convegni hanno il costo maggiore: circa 480 euro per l’intera giornata, prezzo che scende di 100 euro se viene usato per manifestazioni artistiche e scientifiche.

Costa poi 50 euro di più affittarlo la sera, rispetto alla mattina, perché c’è l’uso delle luci. Se però le manifestazioni hanno il patrocinio comunale c’è lo sconto del 50%. Spazio anche alle attività didattiche e alle visite guidate (2 euro a persona). «I canoni di concessione», riprende Comini, «sono stati calcolati in base ai costi di manutenzione e servizi del trabocco. Ci sono state delle discussioni ma alle fine sono state applicate tariffe che servono per la manutenzione della macchina da pesca. Manutenzione che c’è appena stata. In questi giorni la ditta che ha realizzato il trabocco del Turchino (la Mari Ter srl di Ortona, ndc) ha effettuato il consolidamento di un pilone e di alcuni pali che si sono assestati. Poi quest’inverno ci sono state forti mareggiate che hanno sollecitato molto la struttura». Che conta quasi 100 assi di acacia a far da base, legno di larice per la passerella lunga circa 60 metri, e la piattaforma di 98 metri quadrati; legno di pino per il casotto. Una struttura che, rispetto alle altre, è molto più esposta in mare e quindi alle mareggiate. Evidentemente è servita la lezione, tristissima, del crollo della struttura priva di manutenzione da anni, avvenuto nel 2014, e del processo che ne è seguito. E che è ancora in corso. Processo in cui la Procura ha contestato al sindaco, Rocco Catenaro, il reato di distruzione o alterazione di bellezze naturali soggette a speciale protezione.

Per la Procura l’obbligo giuridico di impedire l’evento, equivalente ad averlo cagionato in presenza di eventuali omissioni.