Pronto soccorso, rischio chiusura Altri tagli nella sanità ortonese

Cresce l’allarme dopo la soppressione del Punto nascita e del reparto di Pediatria Il consigliere Castiglione ne è certo: «L’ospedale Bernabeo a supporto di Chieti e senza più ricoveri»
ORTONA. Il 31 agosto dell’anno scorso chiudeva il Punto nascita dell’ospedale Bernabeo di Ortona; appena venti giorni fa, il 1° giugno, è stata la volta del reparto di Pediatria; a breve potrebbe toccare al Pronto soccorso. La “rivoluzione” sanitaria messa in atto dal governo regionale che fa tanto discutere, è pronta a provocare un altro terremoto all’interno del presidio ospedaliero ortonese. È il consigliere comunale di minoranza, Leo Castiglione, a riportare alta l’attenzione sul futuro del Bernabeo annunciando apertamente che quest’ultimo perderà anche il Pronto soccorso.
«La presentazione del nuovo Piano sanitario regionale ha reso chiaro il disegno per l’ospedale e per la nostra città», sostiene Castiglione. «Il Piano delinea infatti che Ortona sarà “polo di supporto a Chieti per le attività programmate”. Questo significa la chiusura a breve del Pronto soccorso che diventerà semplicemente Ppi, Punto di primo intervento, senza la possibilità di effettuare ricoveri».
Se quanto sostenuto dovesse concretizzarsi in maniera effettiva, per il consigliere comunale «la città perde chiaramente l’ospedale inteso come luogo di cura immediata diventando una clinica pubblica, in cui recarsi per attività programmate a Chieti. Al di là delle rassicurazioni date da qualche consigliere comunale, di parte, e nonostante l’accorato appello del consigliere comunale di minoranza, Vincenzo Polidori, medico di base», aggiunge Castiglione, «l’amministrazione regionale ha deciso di togliere alla nostra città l’ospedale, inteso come presidio a servizio dei cittadini. Un piano chiaro che ha tolto a Ortona per dare a Chieti e Lanciano, senza tenere in alcuna considerazione che, per esempio, il porto d’Abruzzo rappresenta un alto fattore di rischio in termini di infortuni».
Il 31 maggio scorso il Comitato di Ortona, che lotta in difesa dell’ospedale di Ortona, attraverso un documento firmato da 36 medici di base, più alcuni medici ospedalieri, ha presentato delle precise richieste al governatore Luciano D’Alfonso e all’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, affinchè il Bernabeo e la sua utenza «siano il meno possibile “danneggiati” da gravi tagli sia in termini economici che di servizi essenziali», si può leggere nel documento stesso che però il primo cittadino Vincenzo D’Ottavio non ha firmato.
E Castiglione punta il dito proprio contro di lui: «La mancata battaglia del sindaco su questo tema», conclude il consigliere comunale, «ha fatto di Ortona terra di conquista per la politica regionale. A lui resta la responsabilità di non aver difeso l’ospedale, di non aver difeso i nostri operatori sanitari, di non aver difeso i cittadini ortonesi».
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